«Leone XIV dalla parte della vita, come tutti i Papi. La guerra, sempre inutile strage»

Il presidente dei Medici cattolici interviene sul caso dell’attacco di Trump al Papa e sulle parole di Leone per la pace, come i suoi predecessori. Perché c’è un principio che guida la loro parola
April 14, 2026
«Leone XIV dalla parte della vita, come tutti i Papi. La guerra, sempre inutile strage»
Leone XIV nella prima giornata del suo viaggio in Algeria / ANSA
«Dio che cosa schifosa che è la guerra: lo lasci dire a me che sono un soldato. Dev’esserci qualcosa di sbagliato nel cervello di quelli che si divertono a fare la guerra, che la trovano gloriosa o eccitante. Non è nulla di glorioso, nulla di eccitante, è solo una sporca tragedia sulla quale non puoi che piangere. Piangi su quello cui negasti una sigaretta e non è tornato con la pattuglia, piangi su quello che rimproverasti e ti si è disintegrato davanti, piangi su lui che ha ammazzato i tuoi amici» (Oriana Fallaci, “Niente e così sia”).
Da sempre nei secoli i Papi hanno fatto ciò che è il loro compito e cioè difendere la vita, in ogni circostanza e quindi anche quand’è minacciata dalla guerra. Già Benedetto XV nel corso della “Grande guerra”, il 1° agosto del 1917, inviò ai capi dei popoli belligeranti quell’esortazione, “Dès le début”, nella quale indicava soluzioni idonee a far cessare l’«inutile strage».
Allo stesso modo Pio XII il 19 ottobre del 1953 ricevendo in speciale udienza i partecipanti alla XVI Sessione dell’Ufficio internazionale di Documentazione di Medicina militare, così affermava: «La reciproca buona volontà permette sempre di evitare la guerra come ultimo mezzo per regolare le contese tra gli Stati. Dopo gli orrori dei due conflitti mondiali non abbiamo bisogno di rammentare che ogni apoteosi della guerra è da condannarsi come un’aberrazione dello spirito e del cuore».
Era il 4 ottobre 1965 quando Paolo VI, Vescovo di Roma, rivolse il suo grido di pace al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite: «Mai più la guerra, mai più la guerra! Voi attendete da Noi questa parola – disse Papa Montini – che non può svestirsi di gravità e di solennità: non gli uni contro gli altri, non più, non mai!». E aggiungeva: «Ascoltate le chiare parole d’un grande scomparso, di John Kennedy», che nel discorso all’Onu del 1961 proclamava: «L’umanità deve porre fine alla guerra, o la guerra porrà fine all'umanità».
Quella Terza guerra mondiale iniziata a pezzi che oltre dieci anni fa papa Francesco cominciò a denunciare sembra, a ben riflettere, avvicinarsi in modo sinistro. L’umanità pare aver perso la memoria del recente passato, siamo circondati dalla corsa al riarmo, dalla propaganda di guerra, dagli interessi inconfessabili dei costruttori di armi e dei mercanti di morte. «La guerra è un inganno, la guerra è sempre una sconfitta, come così l’idea di una sicurezza internazionale basata sul deterrente della paura, un altro inganno». Così papa Francesco ai partecipanti a “BeHuman”, Meeting mondiale sulla fraternità umana.
«Io non guardo al mio ruolo come a un politico, non sono un politico, io non voglio entrare in un dibattito – ha detto papa Leone in volo verso l’Algeria –. Non penso che il messaggio del Vangelo debba essere abusato come alcuni stanno facendo. Io continuerò a parlare forte contro la guerra, cercando di promuovere la pace, promuovendo il dialogo e il multilateralismo con gli Stati per cercare soluzioni ai problemi. Troppa gente sta soffrendo oggi, troppi innocenti sono stati uccisi e credo che qualcuno debba alzarsi e dire che c’è una via migliore».
Il Santo Padre, come tutti i Papi che hanno vissuto le guerre nel proprio pontificato, sta facendo quello che è non solo nel suo diritto ma anche, diremmo, nel suo dovere in quanto Padre di un miliardo e mezzo di cristiani. Il suo compito infatti, come il Signore fece con Pietro, è quello di evangelizzare, di trasmettere la buona novella e di predicare la pace tra i popoli. Quindi nessuna meraviglia per ciò che sta predicando: i conflitti bellici «terminino» nell’interesse dei popoli. E nella salvaguardia delle vite umane.
Stefano Ojetti è presidente nazionale Amci-Associazione Medici Cattolici Italiani

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