
La legge che ha introdotto in Francia il suicido assistito è stata pubblicata sul Journal Officiel (la Gazzetta Ufficiale d’Oltralpe) dopo essere stata promulgata dal presidente Emmanuel Macron. è il punto finale di un iter durato anni per una legge contestatissima, rsepinta tre volte dal Senato, avversata da medici, giuristi, intellettuali, associazioni di disabili e di malati, ma fortemente voluta dal capo dello Stato che l’aveva posta come uno degli obiettivi simbolici del suo secondo (e ultimo) mandato presidenziale, insieme all’inserimento dell’aborto tra le libertà riconosciute dalla Costituzione. Convalidata dal Consiglio costituzionale, che ha tuttavia espresso alcune riserve sull’insieme del testo, la norma legalizza quello che viene definito “l’aiuto a morire” per alcune categorie di pazienti (maggiorenni, francesi o residenti in Francia da lunga data, affetti da una malattia «grave e incurabile» o in fase terminale o «avanzata») a talune condizioni. La somministrazione del farmaco letale deve avvenire in presenza di almeno un rappresentante del personale sanitario. Se, e soltanto se, il paziente non può compiere fisicamente da solo il gesto, l’assistente sanitario può agire al suo posto, praticando quella che di fatto è eutanasia. Tre sono i punti sui quali sono intervenuti i giudici del Consiglio costituzionale (la Corte costituzionale francese) nel loro pronunciamento di parziali illegittimità del 14 agosto: la maggiore tutela dei pazienti che chiedono il suicidio assistito ma che si trovano in una condizione che richiede speciale tutela con la presenza di un tutore legale, che andrà consultato per conoscere il reale interesse della persona; l’obiezione di coscienza, prevista per medici e infermieri, estesa ai farmacisti, chiamati a dispensare il farmaco letale; e la possibilità per le strutture sanitarie non statali di dichiarare la propria non intenzione di praticare assistenza al suicidio o eutanasia. Quest’ultima clausola accoglie le ragioni espresse in modo vibrante dalla Conferenza episcopale francese all’indomani dell’approvazione della legge in una nota nella quale, tra i molti e gravi rilievi, protestavano per il fatto che gli ospedali cattolici sarebbero stati di fatto costretti a offrire procedure di morte. Le tre modifiche sono già operative.
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