«Riconoscere», «sostenere»: i verbi per il terzo settore

di Giancarlo Moretti
La Magnifica humanitas parla anche dei corpi intermedi. «Là dove famiglie, associazioni, comunità locali, realtà del volontariato vengono riconosciute e sostenute, la vita sociale diventa più vicina alle persone»
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August 21, 2026
«Riconoscere», «sostenere»: i verbi per il terzo settore
/Foto Icp
Come fosse un poliedro, le cui singole facce si illuminano nel momento in cui vi cade lo sguardo, la Magnifica humanitas svela, a ogni lettura, un concetto, una chiave di interpretazione, o anche una parola che era sfuggita nella lettura precedente. E, proprio attraverso le sue diverse sfaccettature, esalta l’unitarietà del messaggio, indirizzato non solo ai credenti, ma anche a quelli che la Chiesa considera “compagni di cammino” nella ricerca del bene comune.
Nell’enciclica nata nell’ era dell’Intelligenza artificiale, e cioè in un contesto in cui l’aggressività del potere e la pervasività del controllo assumono nuove forme e rischiano – salvo una solida attrezzatura di conoscenza e valori – di far crollare le fondamenta della democrazia, di svilire il senso della solidarietà e, soprattutto, il rispetto della dignità umana, è presente, in modo forse inaspettato, anche il Terzo settore.
Papa Leone XIV ne parla nei passaggi su quello che è uno dei principali punti concettuali della Magnifica humanitas , ovvero la sussidiarietà. Si legge: «Là dove famiglie, associazioni, comunità locali, realtà del volontariato e del cosiddetto “terzo settore” vengono riconosciute e sostenute, la vita sociale diventa più vicina alle persone, i servizi si fanno più attenti ai bisogni reali, le risposte più creative e rispettose della dignità di ciascuno». Più volte, inoltre, nel testo, si fa riferimento ai corpi intermedi della vita economica e sociale.
Rispetto al Terzo settore, Papa Prevost usa i verbi “riconoscere e sostenere”. Entrambi fanno riferimento a un’azione attiva, che implica, nel primo step, il considerare un’identità ben specifica, alla luce delle sue attività orientate al bene comune; nel secondo step, il sostegno e la valorizzazione che deriva da quelle funzioni sociali.
Viene colto, in Magnifica humanitas , un ruolo del Terzo settore che spesso, altrove, si tende a trascurare. Questo ruolo positivo viene messo in risalto in relazione a una forma di gestione della vita sociale che ha bisogno di allontanarsi sia dal paternalismo che dall’assistenzialismo e che, al contrario, necessita dell’iniziativa dei cittadini e del contributo della società civile e del Terzo settore, nelle stesse scelte politiche e non solo nella loro esecuzione.
Quella di papa Leone XIV è una lettura che coincide in pieno con il percorso di acquisizione e rafforzamento di consapevolezza del proprio ruolo di “agente sociale di cambiamento” che il Terzo settore e il volontariato stanno portando avanti da tempo, e che trae ispirazione anche dall’articolo 3 della Costituzione. Rimuovere gli ostacoli che limitano la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione è infatti, secondo la Carta, compito della Repubblica, che non significa solo “istituzioni”, ma anche cittadini, società civile e, appunto, Terzo settore.
L’esplorazione che il Pontefice fa dei concetti di sussidiarietà e di solidarietà è profonda e coglie nel segno: «Quando la sussidiarietà non è accompagnata dalla solidarietà, finisce per trasformarsi in semplice tutela di interessi particolari; quando la solidarietà non è sostenuta dalla sussidiarietà, degenera in assistenzialismo che non promuove la responsabilità».
Anche e ancora di più nell’epoca del paradigma tecnocratico e del potere digitale, ogni progresso non può dirsi realmente tale se non coinvolge nel processo decisionale e nelle ricadute economiche e sociali, le persone, con il fine di migliorare le loro condizioni di vita e aumentare la loro partecipazione. È proprio questo che determina e caratterizza la democrazia sostanziale, per la cui esistenza le regole formali sono condizioni assolutamente necessarie, ma non sufficienti. Il Terzo settore ne è sempre più consapevole: anche all’interno del Forum e insieme a esso, cerca i suoi “alleati preziosi”, si confronta sui temi della democrazia, e sceglie di operare nella direzione di una autentica partecipazione.
Portavoce del Forum 
Terzo Settore

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