
Il viaggio apostolico di Leone XIV in Francia, da poco concluso, mi ha sollecitato a monitorare se e come esso sia stato raccontato online, guardando non tanto ai media francesi mainstream, compresi quelli specializzati nell’informazione religiosa, quanto a due missionari digitali francofoni tra i più popolari e riconosciuti, su Instagram e gli altri social: frère Paul-Adrien d’Hardemare, domenicano (410mila follower) e soeur Albertine Debacker, della Comunità Chemin-Neuf (347mila follower). Il religioso ha pubblicato consecutivamente 19 post e 15 reel, questi ultimi tutti premiati da 100mila visualizzazioni in su (con il picco di 1 milione per quello in cui il papa, citando il presidente Macron, descrive la cornice delle relazioni Chiesa-Stato). Frère d’Hardemare risulta presente, con il suo smartphone, agli impegni pubblici di Leone XIV a Parigi; allo Stade de France, durante la veglia dei giovani (25 settembre) viene anche intervistato da “Le Figaro”. Il domenicano pure il dibattito pubblico che accompagna il viaggio del papa, replicando alle polemiche sui costi eccessivi che graverebbero sulle istituzioni civili francesi. Nel complesso la copertura data da questo missionario digitale alle giornate trascorse da Leone XIV oltralpe esprime l’entusiasmo e l’orgoglio di tanti cattolici francesi: il primo dei reel lo mostra mentre suona a distesa le campane del suo convento nel momento in cui l’aereo papale atterra sul suolo di Francia.
I post e i corrispondenti reel di soeur Debacker sul viaggio di Leone XIV in Francia sono invece solo quattro, e ognuno di essi è caratterizzato da un taglio decisamente personale. Il primo prende spunto dall’omonimia tra il papa e il campione olimpico francese di nuoto Léon Marchand per parlare del diritto di quest’ultimo di sottrarsi a prese di posizione in ambito politico-sociale. Il secondo, alla vigilia della visita, mette in guardia dalla tentazione di vantarsi del numero di persone che si mobiliteranno per essa piuttosto che ascoltare le parole che il papa pronuncerà e custodire quelle che risuoneranno di più nel cuore di ciascuno. Nel terzo un breve montaggio dei momenti principali delle giornate francesi del papa e un altrettanto breve commento: «Hai trascorso bene questo weekend? Non male, direi! Che una grande benedizione scenda su tutto il nostro paese». Il quarto mostra il papa all’Eliseo mentre, su suggerimento del presidente Macron, si intrattiene cordialmente per qualche attimo con soeur Debacker (la religiosa era nella delegazione che lo scorso 10 aprile aveva accompagnato il presidente francese in udienza dal papa). Una breve scritta sul filmato: «Grande emozione per questo scambio con papa Leone», il sottofondo di un coro che inneggia a «Léon Catorce» e un commento: «Il tempo si è fermato durante questo scambio con il santo padre. Che gioia questo incontro e queste parole condivise!». 3,9 milioni di persone lo visualizzano.
«I contenuti cristiani online sono ampiamente citati [dai catecumeni]: alimentano la curiosità e favoriscono l’avvicinamento alla fede, pur con il rischio di risultare riduttivi». Lo si legge nella ricerca su «catecumeni e neofiti, nuove prospettive per la vita della nostra Chiesa nelle nostre diocesi» elaborata dall’Assemblea ecclesiale provinciale dell’Île-de-France e consegnata a Leone XIV il 26 settembre scorso, a Parigi, nel corso di un incontro all’Institut Catholique. Come ha riferito Giacomo Gambassi, l’inviato di Avvenire, il papa nell’occasione ha potuto ascoltare le testimonianze di un catecumeno di Nanterre, Jawad, e di una neofita di Creteil, Marielle (nel video di KTO dal minuto 45). Le cronache non restituiscono i loro cognomi (questione di privacy), e dunque non ho potuto soppesare le loro interazioni sui social, ma uno dei due, rivolgendosi al papa, ha fatto cenno a «libri e video» con i quali ha continuato a «formarsi sulla fede» dopo aver interrotto un primo avvicinamento al Vangelo e ai sacramenti. Entrambi raccontano di aver camminato verso il battesimo all’interno del “Parcours Alpha” attivo nella rispettiva parrocchia. Il sito (bit.ly/4AYCx8j) e gli account social di questa realtà spiegano che si tratta di «incontri (in presenza o online) per confrontarsi su Dio e sulle questioni relative al senso della vita», così da «scoprire o riscoprire i fondamenti della fede cristiana in una chiesa del proprio quartiere, in un ambiente conviviale e informale».
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