I media e i social amplificano, le istituzioni intervengono

La moderna velocità nella circolazione delle idee porta con sé un’accelerazione dei processi con i quali la Chiesa corregge le posizioni di alcuni suoi membri. L’ultimo caso riguarda il rapporto tra gli UFO e il demoniaco
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June 20, 2026
I media e i social amplificano, le istituzioni intervengono
Il sacerdote statunitense Stephen J. Rossetti, 74 anni
Sempre più spesso la moderna velocità nella circolazione delle idee porta con sé anche un’accelerazione dei processi con i quali le istituzioni ecclesiastiche intervengono per correggere affermazioni e comportamenti dei propri membri. Già nell’ultimo quarto del secolo scorso molti teologi sono incorsi in provvedimenti disciplinari da parte dell’allora Congregazione per la dottrina della fede tanto per il contenuto dei loro insegnamenti, quanto per il fatto che tali insegnamenti venivano divulgati, oltre le cattedre accademiche, all’intero popolo di Dio tramite i mass media. Specularmente si può citare l’aggregatore di notizie ecclesiali che nacque e crebbe nel corso del pontificato di Benedetto XVI allorché, a seguito di ripetute “crisi” comunicative papali – in particolare quando, nel 2009, alla notizia della remissione della scomunica ai vescovi consacrati nel 1988 nella lefebvriana Fraternità sacerdotale San Pio X si sovrappose quella delle posizioni negazioniste della Shoah espresse da uno di loro – la Santa Sede ritenne utile avviare e pubblicare, ufficiosamente, un monitoraggio digitale per conoscere in tempo reale le notizie ecclesiali che uscivano nel mondo. Battezzato “Il Sismografo” e affidato a Luis Badilla Morales, il sito prese via via vita propria, fino a fuoriuscire del tutto dall’orbita vaticana (2015) e da ultimo a chiudere i battenti (2023), come raccontò a suo tempo “Re-blog”.
Negli ultimi anni diverse persone sono state rapidamente poste ai margini dell’istituzione ecclesiastica, con provvedimenti di diversa gravità, a motivo di prese di posizione amplificate dall’utilizzo delle piattaforme digitali. Ricordo le vicende, di cui ho riferito su queste colonne, dell’ex sacerdote Alessandro Minutella (148mila tra gli iscritti al canale YouTube “Radio Domina Nostra” e i follower sull’omonima pagina Facebook) e del vescovo emerito Joseph E. Strickland (un blog personale, un programma radiofonico, 242mila follower su X). Poi c’è la parabola dell’arcivescovo Carlo Maria Viganò, che, precipitando da molteplici ruoli di responsabilità nella Santa Sede a quello di critico dell’autorità pontificia e del Vaticano II, pur non gestendo canali propri di comunicazione digitale ha trovato online numerosi amplificatori dei suoi interventi pubblici (ultimo una lettera inviata a papa Leone XIV lo scorso gennaio ma diffusa solo nei giorni scorsi). C’è infine la storia del laico consacrato Alejandro Bermúdez, direttore dell’agenzia di stampa cattolica “Aci Prensa” dal 1987 al 2022, che il Dicastero competente ha espulso nel 2024 dalla società di vita apostolica Sodalicio de Vida Cristiana, a sua volta soppressa di lì a poco, per «abuso nell’esercizio dell’apostolato giornalistico», e che è tuttora attivo online con il blog “Hoy en la Iglesia” e con gli account personali su Facebook, X e Instagram (310mila follower complessivi).
L’ultimo, in ordine di tempo, di questi provvedimenti riguarda il presbitero statunitense Stephen J. Rossetti. 74 anni, è stato rimosso il 3 giugno dal ministero di esorcista dell’arcidiocesi di Washington dopo che in un video aveva espresso la convinzione, «personale e non de fide», che «probabilmente molti se non la maggior parte degli avvistamenti di UFO sono effettivamente demoni» (lo si può vedere riprodotto qui, al minuto 2’57”). È una tesi che sta prendendo piede, spiega il blog “Where Peter Is”. Don Rossetti, che rimane incardinato nella sua diocesi di Syracuse, era già noto alle cronache ecclesiali extra-USA per aver guidato dal 1996 il St. Luke Institute, al quale molte diocesi americane affidavano in cura i preti responsabili di abusi su minori prima che si imponesse il criterio della “tolleranza zero”. Esorcista a Washington da quasi vent’anni, vi ha fondato il St. Michael Center for spiritual renewal, con il quale pure l’arcivescovo cardinal Robert McElroy ha dichiarato ora di voler chiudere qualsiasi collaborazione, affermando esplicitamente che i provvedimenti sono motivati sia dalla succitata tesi del sacerdote sugli UFO, sia dal recente uso dei social media da parte del St. Michael in tema di demonologia. Il Centro in effetti pare molto popolare: 144mila iscritti al canale YouTube e 268mila follower complessivi sugli account personali di don Rossetti. Il quale ha chiesto immediatamente e pubblicamente «perdono per qualsiasi modo in cui non sia stato fedele agli insegnamenti del magistero della Chiesa, in particolare nel video citato su “alieni e demoniaco”».
 

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