I social dove gli umani non sono più protagonisti
diĀ Gigio Rancilio
Partiamo da un fatto: ogni giorno di più sui social diminuiscono le persone che pubblicano contenuti mentre aumentano quelle che si limitano a guardarli
Partiamo da un fatto: ogni giorno di più sui social diminuiscono le persone che pubblicano contenuti mentre aumentano quelle che si limitano a guardarli. Tutto questo accade per diverse ragioni. Molti sono stanchi di certi meccanismi social, altri temono i giudizi e le liti, e altri ancora si allontanano perchĆ© i loro contenuti hanno sempre meno successo. Poi cāĆØ lo strapotere dei video e non tutti li sanno fare. Uno dei risultati ĆØ che persino Facebook, che ĆØ il social più tradizionale, ĆØ ormai una piattaforma di esibizione.
Pochi fanno spettacolo e tutti gli altri guardano e a volte applaudono. Per non parlare di Instagram e TikTok che di fatto hanno sempre puntato tutto sullāimmagine e lāintrattenimento. CosƬ la maggior parte delle persone ormai usa i social come la TV di flusso. Passa il tempo a saltare da un contenuto allāaltro (come chi salta da un canale allāaltro col telecomando), mischiando temi e video diversi. Per alcuni esperti i social sono ormai la nuova tv. Il luogo dove perfino ci si informa tra una pizza da fare in casa e una ragazza che racconta dei propri problemi intestinali. Ci sono persino la brutta copia del Grande fratello e le dirette di due nonne che passano le serate a giocare insieme ai videogiochi di guerra, facendo stragi di nemici. La prossima rivoluzione social arriva dallāintelligenza artificiale. Su questo fronte ĆØ appena stato lanciato SocialAI, molto simile a X (lāex Twitter) dove le persone che si iscrivono hanno soprattutto follower non umani, gestiti dallāintelligenza artificiale. Con una particolaritĆ : a seconda del proprio grado di egocentrismo o di solitudine chi si iscrive può scegliere il suo tipo di follower: āsostenitoriā, ānerdā, āscetticiā, āvisionariā e āideatoriā.
Ogni volta che lāutente umano pubblica qualcosa, scattano la reazione e i commenti dei follower robot. I giornalisti della rivista The Verge che lāhanno provato raccontano che i chatbot forniscono risposte non cosƬ diverse rispetto a quelle umane che possiamo trovare su Threads o X. Ā«La differenza ĆØ che, per quanto ci abbiamo provato con diversi test, non abbiamo trovato interessanti i contributi dei follower AIĀ». Un social dove comanda lāintelligenza artificiale e gli umani sono in minoranza ĆØ comunque una notizia. Soprattutto quando si scopre il business che muove SocialAI: per avere successo lāutente umano deve continuare a comprare follower, attenzione e visibilitĆ . Insomma, deve spendere per far credere a se stesso che ciò che comunica abbia valore. E non ĆØ finita qui. In circolazione cāĆØ anche Butterfly, che assomiglia a Instagram. Con una differenza sostanziale: quando ti registri, crei un personaggio AI, il quale inizia a generare foto e a interagire con altri account non umani da solo. Se pensate che siano solo degli esperimenti, sappiate che in una recente intervista Mark Zuckerberg, proprietario di Facebook e Instagram, alla giornalista che gli chiedeva come lāintelligenza artificiale avrebbe cambiato i social ha risposto che la parte creativa sarĆ sempre più appannaggio di creator comandati dallāintelligenza artificiale. E per non farci mancare nulla molti saranno repliche digitali di personaggi famosi in carne e ossa. Come potete intuire stiamo andando ben oltre il problema delle relazioni tra esseri umani mediate dal digitale. Qui in gioco cāĆØ molto altro. Se la tendenza disegnata da Zuckerberg prenderĆ davvero piede, saremo infatti costretti in ruoli sempre più di secondo piano, dove la nostra creativitĆ conterĆ sempre meno, con tutto ciò che ne conseguirĆ .
Pochi fanno spettacolo e tutti gli altri guardano e a volte applaudono. Per non parlare di Instagram e TikTok che di fatto hanno sempre puntato tutto sullāimmagine e lāintrattenimento. CosƬ la maggior parte delle persone ormai usa i social come la TV di flusso. Passa il tempo a saltare da un contenuto allāaltro (come chi salta da un canale allāaltro col telecomando), mischiando temi e video diversi. Per alcuni esperti i social sono ormai la nuova tv. Il luogo dove perfino ci si informa tra una pizza da fare in casa e una ragazza che racconta dei propri problemi intestinali. Ci sono persino la brutta copia del Grande fratello e le dirette di due nonne che passano le serate a giocare insieme ai videogiochi di guerra, facendo stragi di nemici. La prossima rivoluzione social arriva dallāintelligenza artificiale. Su questo fronte ĆØ appena stato lanciato SocialAI, molto simile a X (lāex Twitter) dove le persone che si iscrivono hanno soprattutto follower non umani, gestiti dallāintelligenza artificiale. Con una particolaritĆ : a seconda del proprio grado di egocentrismo o di solitudine chi si iscrive può scegliere il suo tipo di follower: āsostenitoriā, ānerdā, āscetticiā, āvisionariā e āideatoriā.
Ogni volta che lāutente umano pubblica qualcosa, scattano la reazione e i commenti dei follower robot. I giornalisti della rivista The Verge che lāhanno provato raccontano che i chatbot forniscono risposte non cosƬ diverse rispetto a quelle umane che possiamo trovare su Threads o X. Ā«La differenza ĆØ che, per quanto ci abbiamo provato con diversi test, non abbiamo trovato interessanti i contributi dei follower AIĀ». Un social dove comanda lāintelligenza artificiale e gli umani sono in minoranza ĆØ comunque una notizia. Soprattutto quando si scopre il business che muove SocialAI: per avere successo lāutente umano deve continuare a comprare follower, attenzione e visibilitĆ . Insomma, deve spendere per far credere a se stesso che ciò che comunica abbia valore. E non ĆØ finita qui. In circolazione cāĆØ anche Butterfly, che assomiglia a Instagram. Con una differenza sostanziale: quando ti registri, crei un personaggio AI, il quale inizia a generare foto e a interagire con altri account non umani da solo. Se pensate che siano solo degli esperimenti, sappiate che in una recente intervista Mark Zuckerberg, proprietario di Facebook e Instagram, alla giornalista che gli chiedeva come lāintelligenza artificiale avrebbe cambiato i social ha risposto che la parte creativa sarĆ sempre più appannaggio di creator comandati dallāintelligenza artificiale. E per non farci mancare nulla molti saranno repliche digitali di personaggi famosi in carne e ossa. Come potete intuire stiamo andando ben oltre il problema delle relazioni tra esseri umani mediate dal digitale. Qui in gioco cāĆØ molto altro. Se la tendenza disegnata da Zuckerberg prenderĆ davvero piede, saremo infatti costretti in ruoli sempre più di secondo piano, dove la nostra creativitĆ conterĆ sempre meno, con tutto ciò che ne conseguirĆ .
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