Come capire se un film o un libro siano frutto dell'ingegno umano
Espressioni come "Orgogliosamente umano", "Libero da IA" e "NO IA" stanno comparendo in film, materiale pubblicitario e siti web. Primi sforzi per sviluppare un'etichetta universalmente riconosciuta

“Orgogliosamente umano”, “Creato dall’uomo”, “Libero da IA” e “NO IA” sono alcune delle etichette per contraddistinguere i prodotti e i servizi frutto della creatività umana che stanno comparendo in film, materiale pubblicitario, libri e siti web. Nell’ambito di una crescente opposizione all’uso dell’intelligenza artificiale organizzazioni di tutto il mondo si stanno sforzando di sviluppare un’etichetta universalmente riconosciuta, simile a quanto avvenuto con il logo “Fair Trade” per i prodotti realizzati in modo etico.
Questo movimento per la creazione di sistemi di certificazione di prodotti non creati da chatbot di IA è una delle conseguenze del consistente utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale generativa per sostituire il lavoro e la creatività umana in una vasta gamma di settori, tra cui la moda, la pubblicità, l’editoria, il servizio clienti e la musica. Una sorta di risposta collettiva ai timori che posti di lavoro o intere professioni vengano spazzati via da un’ondata di automazione. Così tante etichette concorrenti, oltre alla confusione sulla definizione di prodotto “senza l’IA”, rischiano però di disorientare i consumatori: alcune etichette, come no-ai-icon.com, ai-free.io e notbyai.fyi, possono essere scaricate da chiunque gratuitamente o a pagamento su siti specializzati e senza particolari controlli. Altri sistemi, come aifreecert, richiedono, invece, un pagamento e prevedono un rigoroso processo di verifica per stabilire se un prodotto utilizzi o meno l’intelligenza artificiale. Sarà possibile convergere e uniformarsi su una definizione di cosa possa essere realmente considerato “creato dall’uomo”? Non sarà facile, secondo molti analisti assisteremo a un processo complicato, dato che l’IA è integrata in così tanti strumenti di uso quotidiano. «L’intelligenza artificiale è ormai così onnipresente e integrata in diverse piattaforme e servizi che è davvero complicato stabilire cosa significhi ‘senza IA’ - ha spiegato la computer scientist Sasha Luccioni, ricercatrice nel campo dell’IA - Credo che abbiamo bisogno di sistemi di certificazione più completi, piuttosto che di un approccio binario tra IA e non-IA».
Che fare, dunque? Ha senso porre il limite sull’uso dell’intelligenza artificiale generativa, ovvero i chatbot che creano testo, codice, musica o video su suggerimento umano. Come ha fatto la società di distribuzione cinematografica The Mise en scène Company che recentemente ha aggiunto la dicitura “Nessuna intelligenza artificiale è stata utilizzata” per il suo ultimo film, scritto, diretto e montato da persone.
Se da un lato c’è chi crede che i contenuti creati dall’uomo acquisiscano un valore economico maggiore, dall’altro nell’ambito artistico molti sono i prodotti realizzati con l’intelligenza artificiale: in questo nuovo scenario libri e film interi vengono realizzati con l’IA in tempi molto più rapidi ed economici rispetto ai metodi tradizionali. E i lettori e gli spettatori non possono più essere certi che un libro o film siano il riflesso di un’esperienza umana o una mera imitazione meccanica. Sono i prodotti stessi che si basano sull’IA a non chiarire in modo specifico ai consumatori la loro origine “artificiale”. «È necessaria una certificazione di ‘origine umana’» ha spiegato il neuroscienziato Alan Finkel che in Australia ha lanciato una start-up per certificare i contenuti creati dall’ingegno umano, nel momento in cui la “spazzatura” generata dall’IA sta inondando i mercati editoriali e minacciando gli autori professionisti. Ma a questo processo di verifica le big tech americane o cinesi collaboreranno? O meglio, si adegueranno a questa necessità di marchiare in modo riconoscibile (quasi indelebile) quei contenuti realizzati con gli algoritmi, mettendo a rischio così i grandi profitti che i prodotti generati dall’IA garantiscono loro?
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