Netflix, l’enigmatico film di Schnabel su Dante
In the Hand of Dante immagina il ritrovamento impossibile dell’autografo della Divina Commedia. Julian Schnabel ne ricava un film visionario e oscuro, tra thriller, Dante e metafisica
Della Divina Commedia non esiste nessun originale, né altro scritto a firma di Dante. Quindi del Sommo Poeta non conosciamo nemmeno la grafia. Di certo se venisse fuori un qualsiasi testo autografo sarebbe una scoperta senza precedenti e senza prezzo.
L’idea pertanto di scrivere e girare un film prendendo spunto da un improbabile ritrovamento delle pagine di Inferno, Purgatorio e
Paradiso è suggestiva e intrigante. Può persino diventare folle se a realizzarla è un regista come Julian Schnabel, statunitense, classe 1951, conosciuto forse più come pittore, autore di In the Hand of Dante ( La mano di Dante), presentato fuori concorso all’ultima Mostra del cinema a Venezia e da un paio di giorni disponibile su Netflix (motivo per cui ce ne occupiamo in questa rubrica che parla di televisione in tutte le sue forme comprese ovviamente le piattaforme streaming). In effetti Schnabel propone un lavoro complesso, a tratti frammentato, in cui il concetto di spazio e di tempo spesso si confondono, ricorrendo anche a un linguaggio e a situazioni discutibili per narrare dello scrittore Nick Tosches che viene coinvolto in una violenta ricerca per confermare le origini di un manoscritto che si ritiene essere la Divina Commedia scritto di proprio pugno da Dante. Dopo l’improvvisa morte della figlia, Nick viene richiamato dall’esilio autoimposto da un boss mafioso per la sua competenza sullo scrittore italiano.
Con l’aiuto di un imprevedibile assassino, un killer psicopatico di nome Louie, la coppia intraprende un viaggio oscuro e omicida per rubare e autenticare l’opera dal valore inestimabile. Ambientato tra il XXI e il XIV secolo, In the Hand of Dante intreccia le vite di Nick e Dante nella loro ossessiva ricerca di amore, bellezza e divino. «Se esiste solo l’eterno presente, allora tutto il tempo scorre simultaneamente, e non c’è motivo per cui un ragazzo della malavita non possa essere la reincarnazione di Dante Alighieri», dice il regista spiegando che a suo giudizio «Dante può essere tornato sulla Terra perché sentiva che qualcuno aveva manomesso la sua opera. A sua insaputa, Nick è Dante, e gli è stata data l’opportunità di correggere gli errori commessi settecento anni fa, e di rendersi conto che la donna che aveva ignorato nella sua vita passata è la stessa donna che incontra di nuovo nel XXI secolo, mentre cerca il manoscritto originale».
Ad interpretare Nick e Dante è Oscar Isaac (doveva essere Johnny Depp). Doppio ruolo anche per Gerard James Butler, che è Louie e Bonifacio VIII. Mentre del cast di notevole livello fanno parte anche Gal Gadot (interprete di Giulietta e di Gemma Donati), Martin Scorsese, Al Pacino e i nostri Sabrina Impacciatore, Franco Nero e Paolo Bonacelli per un film che intreccia thriller criminale, dramma storico, riflessione metafisica e omaggio letterario a Dante Alighieri in un mix di non sempre facile decifrazione.
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