Ecco lo spettacolo dell'eclissi che ha incantato l'Europa

In Spagna la Luna ha coperto il 99 per cento del disco solare, senza riuscire a cancellarlo del tutto. Emozione anche nelle città italiane, da Milano a Torino. Vi spieghiamo cosa è successo
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August 12, 2026
Ecco lo spettacolo dell'eclissi che ha incantato l'Europa
L'eclissi vista dal Regno Unito / Epa
Il fenomeno del Sole nero è tornato sull’Europa. Per meno di due minuti, nella giornata di ieri, in una sottile striscia del Vecchio Continente la nostra stella è scomparsa del tutto. Ventisette anni dopo la celebre eclissi dell’11 agosto 1999 – l’ultima totale del secolo scorso –, l’ombra della Luna è tornata a dominare il cielo europeo. Il cono d’ombra ha attraversato le regioni artiche, la Groenlandia e l’Islanda, per poi fendere l’Atlantico fino a raggiungere la Spagna e un piccolo lembo del Portogallo. Altrove, Italia compresa, è rimasto soltanto un Sole “parziale e pallido”, progressivamente “mangiato” dal satellite mentre scendeva verso l’orizzonte. È stata, a tutti gli effetti, un’eclissi del tramonto.
In Spagna il buio è arrivato quando il giorno stava ormai finendo: a León la totalità è cominciata alle 20.28 (ora locale), mentre a Valencia si è registrata quattro minuti più tardi. A Madrid la Luna ha coperto il 99 per cento del disco solare, senza tuttavia riuscire a cancellarlo del tutto. In Islanda il fenomeno si era consumato in precedenza, con Reykjavik immersa nell’oscurità per poco più di un minuto. Lungo gran parte della fascia centrale dell’ombra lo spettacolo è durato meno di due minuti: un intervallo minuscolo, sufficiente però a trasformare il giorno in qualcosa che per millenni gli uomini hanno interpretato come una drammatica frattura nell’ordine naturale. In Italia l’eclissi è stata parziale e molto eterogenea a seconda della latitudine e, soprattutto, della longitudine. La Luna ha cominciato a sovrapporsi al Sole intorno alle 19.30 e la percentuale di oscuramento è cresciuta procedendo da Sud-Est verso Nord-Ovest.
A Milano il primo contatto è avvenuto alle 19.27 e il massimo intorno alle 20.20, con oltre il 92 per cento del disco solare coperto. A Torino e a Genova si è superato il 93 per cento; molto meno a Roma, ferma a circa il 69 per cento, e a Napoli, dove ci si è attestati intorno al 46 per cento. In molte località del Centro-Sud il Sole è tramontato prima che potesse essere raggiunto il massimo astronomico previsto. L’orografia ha fatto il resto: con l’astro ormai bassissimo, è bastato il profilo di una collina o di una montagna per anticiparne la scomparsa alla vista. Ma l’eclissi di ieri non è stata soltanto uno spettacolo per appassionati. Ancora oggi, pur sapendo prevedere al centesimo di secondo il movimento dell’ombra lunare, quei pochi minuti rappresentano un laboratorio scientifico irripetibile. La corona solare, normalmente nascosta dalla travolgente luminosità della fotosfera, emerge nitida durante la totalità attorno al disco nero della Luna. La Nasa ha inseguito l’oscurità con un aereo da ricerca WB-57 ad alta quota per studiare le dinamiche della corona stessa; in Islanda e in Spagna, nel frattempo, palloni scientifici hanno misurato ciò che accade nell’atmosfera terrestre quando viene meno, all’improvviso, la radiazione solare.
Si è trattato di un esperimento naturale su scala planetaria che nessun laboratorio artificiale avrebbe mai potuto riprodurre. È uno dei paradossi più affascinanti delle eclissi: per migliaia di anni sono state interpretate come spaventose manifestazioni dell’inconoscibile; oggi, invece, ci aiutano a conoscere meglio l’Universo e a decifrare l’ordine profondo delle cose.

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