Il malato nuovo eroe tv La linea ora รจ verticale

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February 5, 2018
La linea verticale, la serie con Valerio Mastandrea appena conclusa il sabato su Rai 3, ha confermato in pieno il nuovo modo di raccontare la malattia in televisione. Di ospedali, si sa, รจ piena la tv. Si puรฒ dire che abbiano contribuito a farne la storia. I camici bianchi sono sempre stati โ€œin prima lineaโ€: dal dottor Manson della Cittadella, al collega Kildare, fino ai chirurghi di Grey's Anatomy. A prevalere รจ sempre stato il punto di vista del medico. Quasi mai quello del paziente. Da qualche tempo, perรฒ, con fiction come Braccialetti rossi (Rai 1) o docureality come I ragazzi del Bambino Gesรน (Rai 3) e Kemioamiche (Tv2000), si รจ invertita la tendenza narrativa. Con forza si รจ iniziato ad affrontare il male chiamandolo con il suo nome, sfatando un tabรน. Oggi nelle sceneggiature si legge la parola cancro o tumore. Prima si leggeva male incurabile. Ma non solo: si รจ iniziato ad affrontare l'argomento con il sorriso e l'ironia, senza perรฒ banalizzarlo negandone la complessitร . Braccialetti rossi รจ stata, in questo, esemplare e ancor piรน lo รจ stata La linea verticale, che ha introdotto elementi di ulteriore novitร  con episodi molto snelli (di appena mezz'ora), a singoli temi, in cui sono stati mixati i generi, dal dramma alla commedia, con un tono tragicomico. Un punto di vista che attraverso il racconto autobiografico del regista Mattia Torre ha permesso di rappresentare senza sconti, nel bene e nel male, medici, infermieri e strutture ospedaliere. Tanto che, alla fine, il protagonista si dice ยซcontento di stare quiยป (in ospedale), con una malattia ยซche ha cambiato tutto. E anche se รจ difficile ammetterlo, ha cambiato tutto in meglio: mi ha aperto gli occhi, la testa, il cuore. Ora ho nuovi desideri, voglio stare in piedi, voglio vivere in asse su una linea verticale.... Questo tumore mi ha salvato la vita. Senza questo tumore sarei senz'altro mortoยป. La lotta alla malattia diventa cosรฌ anche forma di riscatto personale per sรฉ e per gli altri. Esemplari in questo senso le storie delle donne di Kemioamiche, mogli e madri che lottano e soffrono perchรฉ vogliono vincere. Non tanto per se stesse, quanto per i loro cari, a partire dai figli. Insomma, nel nuovo modo di raccontare la malattia in tv, l'eroe non รจ piรน il medico, bensรฌ quello che poteva sembrare l'antieroe per eccellenza: il malato.

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