Osservare e ascoltare: ecco come comprendere gli altri

Qualche consiglio di lettura per l'estate per bambini e ragazzi
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June 3, 2026
HO FATTO UN DISEGNO. MELANIA LONGO; ILLUSTRAZIONI DI ALESSANDRO SANNA; CAMELOZAMPA; 19,90
“Ho fatto un disegno” è un libro luminoso e gioioso. Colorato, fatto di quell’energia vitale di cui i bambini sono pieni. Solare, come racconta quell’espansione di giallo arancio che Alessandro Sanna dispensa a piene mani sul racconto di Melania Longo, lasciandolo irrompere in ogni pagina. Radioso come il sole caldo della vacanza al mare che Titì ha disegnato su un foglio, con l’evidenza della propria visione delle cose. Un regalo per il papà, ma che suo padre guarda, con l’atteggiamento miope di chi sta cercando, allontanandolo dagli occhi, di mettere a fuoco un oggetto astruso, che per giunta impugna all’incontrario. Ma come lui altri guardano distrattamente i disegni che Titì sbandiera con orgoglio, che contengono la sua passione e il suo mondo immaginifico, fuori dagli schemi razionali degli adulti. Perché loro in quei tratti di matite e pennellate vogliono rintracciare la pura verità, la realtà così com’è, colori e dimensioni comprese. Titì, il bambino osservatore che vorrebbe fermare sul foglio il movimento degli uccelli, la rotondità delle arance, la perfezione del viso di una statua, le acrobazie di chi si tuffa da un trampolino, è il prototipo dell’infanzia che in ogni istante osserva il mondo con stupore, con lo sguardo della meraviglia e della fantasia, e intanto dà nomi e contorni alle cose. L’infanzia che non guardiamo mai davvero ma vorremmo rientrasse ogni volta nella logica adulta. E che invece a questa sfugge sempre, restando perciò un enigma. Un albo strepitoso da condividere ma per certi versi più utile per una riflessione degli adulti.
VENTI BUONE RAGIONI PER ASCOLTARE UN BAMBINO. GIOVANNA ZOBOLI; ILLUSTRAZIONI DI YOSHIKO HADA; TOPIPITTORI; 10 EURO
In un mondo di urlatori e distratti egocentrici, saper ascoltare un altro è un’arte rara. Ma anche una competenza che si può allenare, non senza metter mano ad almeno due altre arti: il silenzio e l’attenzione. Giovanna Zoboli però qui non dice agli adulti come fare tantomeno raccomanda il dovere morale di non essere sordi al dire e al sentire di un bambino. Ascoltare un bambino è una sorta di privilegio per un adulto. Dieci anni dopo le 20 buone ragioni per regalare un libro a un bambino, arriva in libreria, illustrato con il suo stile giocoso dall’artista giapponese Yoshiko Hada, questo mazzetto di nuove venti cartoline racchiuse in un mini cofanetto di cartoncino che ribalta il problema perché ogni buona ragione è come un toccasana per noi adulti. Buone ragioni, cioè grandi occasioni da non perdere per sé: l’unico modo per imparare la lingua dei bambini, una vera e propria lingua straniera, la più parlata al mondo e forse la più difficile. Ascoltare perché ci sono più cose nelle loro parole che in tutta la nostra filosofia, ascoltare per imparare a guardare dove non si guarda mai. Ascoltare per stupirsi e divertirsi, perché non c’è niente di più interessante. Ascoltare perché ci fa crescere in umanità e ci rende capaci di rispetto e di amore. Come diceva Montessori, il bambino è il maestro.
LE PERSONE SONO STRANE. VICTOR DO SANTOS; ILLUSTRAZIONI DI CATARINA SOBRAL; TERRE DI MEZZO; 16 EURO
Considerare quanta gente strana ci sia al mondo è il primo passo per capire che esistono tanti altri punti di vista rispetto ai nostri. Molte persone dicono cose che noi non condividiamo e che magari ci fanno arrabbiare perché rappresentano pensieri e modi di stare al mondo contrari ai nostri. Ma è normale. Non siamo fatti con lo stampo e ciascuno ha propria originalità, il proprio modo di essere e di comportarsi. Alcuni rasentano il perfezionismo nel timore di essere giudicati, altri pensano solo a se stessi e all’esteriorità, ad altri ancora, invece, non interessa assolutamente nulla di cosa gli altri pensano dei propri stili di vita o di come si vestono. La conclusione è che le persone sono tutte strane. Victor DO Santos autore brasiliano-americano, e Catarina Sobral, autrice e illustratrice portoghese, entrambi pluripremiati, affrontano in questo albo per voce di un bambino attratto e meravigliato dalla diversità palese delle persone che osserva per strada, a scuola, al parco o in palestra, persino in famiglia, il tema della normalità e della stranezza, esplorando con ironia la normalità della singolarità di ciascuno.

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