Perché una supercampionessa di scacchi potrebbe essere la prossima presidente ungherese
L'attuale capo dello Stato Sulyok ha ceduto a Magyar e firmato la legge che lo costringe a dimettersi. Il Parlamento di Budapest ha ora trenta giorni per eleggere il successore. Il premier: «con Polgár una personalità di cui tutti gli ungheresi possono esser fieri»

Sarà probabilmente una leggenda degli scacchi la prossima presidente dell’Ungheria. Si tratta di Judit Polgár 49 anni, considerata la più grande scacchista donna di tutti i tempi, in testa alla classifica femminile per 26 anni diventando a 15 anni la più giovane Grande Maestro della storia. A lei la catena televisiva Netflix ha addirittura dedicato un documentario intitolato “Queen of chess” (regina degli scacchi). Ad annunciarlo dopo le dimissioni all’attuale capo dello Stato, l’orbaniano Tamás Sulyok, è stato il premier ungherese Péter Magyar che fin dalla sua vittoria alle elezioni del 12 aprile ha preteso le dimissioni di Sulyok, considerato una «marionetta» di Orbán.
Il presidente, dopo settimane di resistenze alle richieste del premier, si è rassegnato a firmare la riforma costituzionale votata pochi giorni fa dal Parlamento ungherese (dove Tisza, il partito di Magyar, detiene i due terzi dei seggi) e che prevede le sue immediate dimissioni. «Rispetto – ha dichiarato Sulyok – i miei obblighi costituzionali in virtù della legge fondamentale, dopo aver valutato le opzioni giuridiche». Vari esperti, in effetti, gli avevano spiegato che difficilmente avrebbe potuto stoppare la legge di riforma costituzionale. Sui social Sulyok ha però duramente attaccato Magyar, accusandolo di «calpestare i valori fondamentali di una società libera» per «sete di potere», e paventando «la fine dello Stato democratico».
Il Parlamento ha ora trenta giorni per eleggere il nuovo capo dello Stato, Magyar vuole farlo entro il 20 agosto, festa nazionale ungherese. Facente funzioni fino ad allora sarà la presidente dell’aula Agnes Forsthoffer. Polgár ha ottime chance. In Ungheria come in Italia il presidente è eletto dal Parlamento dove, come detto, Tisza detiene i due terzi dei seggi. «Il nome di Polgár – ha dichiarato Magyar – è sinonimo di talento e perseveranza da decenni», il Paese ha bisogno di un presidente «di cui ogni ungherese possa andare fiero». Polgár non ha mai ricoperto incarichi politici, al momento guida una fondazione impegnata per la formazione e le pari opportunità.
La riforma voluta da Magyar e che Sulyok ha dovuto firmare come suo ultimo atto, peraltro, non prevede solo la sua destituzione ma anche vari altri importanti punti. Tra questi, spicca il limite di età a settant’anni per i giudici della Corte costituzionale, il che imporrà all’attuale presidente, vicino all’ex premier Viktor Orbán, Péter Polt (pure lui definito da Magyar una «marionetta» dell'ex premier), di lasciare l’incarico. Viene eliminato il Consiglio fiscale instaurato da Orbán che poteva bloccare una legge di bilancio, restituendo in questo i poteri alla Corte costituzionale. Tra gli altri punti l’istituzione di un ufficio per il recupero e la protezione dei beni dello Stato. Infine, punto controverso tra i giuristi, anche il limite di dodici anni per i parlamentari, il che impedirà a Orbán di ricandidarsi a future elezioni. «Con queste decisioni – ha commentato Magyar – restituiamo al popolo ungherese quel che il regime di Orbán aveva cercato di togliergli: la certezza che il potere è limitato, che i beni pubblici possono esser recuperati e che lo Stato può finalmente tornare ad essere al servizio dei suoi liberi cittadini ungheresi».
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