L'agricoltura italiana guarda più di prima alla sostenibilitĆ della produzione alimentare. Ć l'effetto delle difficoltĆ congiunturali dovute alla pandemia ma, probabilmente, anche al cambiamento di medio-lungo periodo che la filiera agroalimentare vive da tempo. Più attenzione all'ambiente significa qualitĆ più alta, migliore risposta del mercato e bilanci in buona salute. A fare il punto ĆØ stata la seconda edizione del Rapporto di Agricoltura100, l'iniziativa di Reale Mutua e Confagricoltura nata nel 2020, per promuovere il contributo dell'agricoltura alla crescita sostenibile e al rilancio del Paese. La ricerca ha messo a punto l'indice AGRIcoltura100 che misura il livello di sostenibilitĆ dell'impresa considerando numero e intensitĆ delle iniziative adottate. Ogni azienda ĆØ stata classificata sulla base di 234 variabili. A āvincereā sono state la Cantina Produttori Valdobbiadene (Valdobbiadene in Veneto) la azienda orticola Iori Srl (Avezzano, Abruzzo) e la SocietĆ Agricola F.lli Robiola Paolo e Lorenzo (Caluso, Piemonte). Rispetto al periodo pre-Covid, gli imprenditori dichiarano che ĆØ aumentata l'importanza attribuita alla sostenibilitĆ ambientale (56,7%), alla sostenibilitĆ sociale (47,9%) e alla gestione del rischio e delle relazioni di filiera (45,0%). Tutto con un'attenzione particolare all'interdipendenza tra sostenibilitĆ e innovazione tecnologica. Quali sono gli interventi più importanti? Prima di tutto quelli sull'utilizzo di acqua, suolo ed energia (98,8%); segue la tutela della qualitĆ e della salute alimentare (91,5%); al terzo posto la gestione dei rischi (76,5%); al quarto e quinto la sicurezza sul lavoro (66,8%) e la valorizzazione del capitale umano (64,4%). Occorrono forti investimenti per un'agricoltura sempre più āsostenibileā cosƬ, se ĆØ un segnale positivo che il 49,1% delle imprese ha conseguito un livello di sostenibilitĆ medio-alto, deve far pensare che il 12% ha una sostenibilitĆ embrionale e che il 38,2% si colloca in una posizione intermedia.
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