Serie A modello Australian Open. Poche stelle in campo ma tanti mister ok
Le goleade di Inter e Como in sintonia con i match di tennis di Melbourne. Da Fabregas a Pisacane le panchine intelligenti

Mentre all’Accademia della Crusca stanno provvedendo ad aggiornare i neologismi “giochismo” e “risultatismo”, qui, in pieno Australian Open anche la Serie A si adegua con match a colpi di set. Lo ha fatto l’Inter, sempre più capolista, a +5 dal Milan, con la remuntada sul povero Pisa (6-2). E all’indomani l’ha subito emulato il Como di Cesc Fabregas che secondo il “leleadanismo”, terzo neologismo da salotto televisivo, deve gran parte dell’umiliante 6-0 rifilato al Torino ai rilanci geniali, da regista estremo, del portiere lariano Butez. «Il n1 al mondo in questo tipo di gioco è Butez», conferma il “leleadanismo”. Ora, con tutto il rispetto per il 30enne ex Anversa Jean Butez, ma a noi i punti di forza del favoloso Como ci sembrano altri, a partire dagli under 25 Da Cunha, Nico Paz e Baturina, per arrivare ai “rilanciati” Kuhn e Douvikas. Che il Como sia il capolavoro tecnico tattico del nostro torneo è oramai assodato, ma dinanzi all’escatologia degli scienziati del football ci difendiamo strenuamente con la massima allegriana: «Il calcio è una cosa semplice». Con semplicità il Milan di Max Allegri stava per passare di “cortomuso” anche all’Olimpico. Un rigore concesso alla giovine Roma di Gasperini consente ai giallorossi di acciuffare il meritato e agognato pareggio (mancava da 35 giornate) e al Milan, al 21° risultato positivo di fila, di proseguire quello che è l’obiettivo di Allegri, riportare i rossoneri in Champions. Obiettivo analogo per la Juventus di Luciano Spalletti che in quattro giorni si è tolto la soddisfazione di dare una doppia lezione: prima allo “Specialone” (eponimo dato da mastro Italo Cucci) Mourinho (2-0 al Benfica in Champions) e poi all’ex genius loci Antonio Conte (3-0 al Napoli). Un bel doppio shottino (o cicchetto) quello della meglio Juventus del delpieresco Yldiz , dello stantuffo Khéphren Thuram, che con le certezze del muro Bremer e del moto perpetuo McKennie, fanno intravedere una squadra d’assalto da qui fino alla fine. Anche se, per Spalletti il -10 dalla vetta sarà difficilmente colmabile. E lo stesso ragionamento, da -9, stanno facendo anche Roma e Napoli che comunque va detto, con le rose incomplete (i giallorossi) e incerottatissime (i partenopei) Gasperini e Conte di più non potevano. L’Inter di Chivu guarda al Milan da 5 gradini sopra e i rossoneri per via del solito “spezzatino” tornano in campo solo martedì prossimo, a Bologna. Ultima occasione per i rossoblù di Vincenzo Italiano per rialzare la testa, specie dopo la clamorosa sconfitta in rimonta con il Genoa (da 0-2 a 3-2). Daniele De Rossi per il popolo del Grifone sta diventando “mister futuro” ma la lotta per non retrocedere non esenta mezza Serie A. A partire dalla Fiorentina che sbatte contro l’eroico Pisacane (Fabio) allenatore del Cagliari che, dopo aver battuto la Juventus, continua a far bene con il poco che ha. Non avremo grandi stelle in campo, ma tra giovani e vecchi, i migliori allenatori brillano sulle nostre panchine, dalla Serie A fino alla C.
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