Curaçao, dopo il cappotto dai tedeschi la favola continua, ma con Capo Verde
Il 1° storico gol di Comenencia, ex Juventus Next Gen addolcisce l'amaro del 7-1 con la Germania. La Spagna bloccata sullo 0-0 dall'altra cenerentola

Guardare il Curaçao del nostromo Advocaat che se la gioca ai Mondiali contro i quattro volte campioni del mondo della Germania, mi ha riportato all’estate della mia adolescenza. A quando al Mundial di Spagna dell’82 mi appassionai al Camerun di N’Kono (idolo anche di Gigi Buffon) e del bomber Roger Milla, avversari dell’Italia e mine vaganti di quel girone dove figuravano anche Polonia e Perù. Allora il Camerun al Mondiale era puro esotismo e i "leoni indomabili" di Yaoundé, guidati dal francese Jean Vincent, stopparono sull’1-1 gli azzurri del Vecio Enzo Bearzot che poi divennero campioni del mondo, battendo proprio la Germania nella finale del Santiago Bernabeu (3-1). La partita di Madrid che consacrò Pablito Rossi capocannoniere del Mundial, quella dell’urlo alla Munch di Tardelli dopo il secondo gol e del grido in tribuna del Presidente della Repubblica Sandro Pertini che al terzo gol di Spillo Altobelli rivolgendosi a re Juan Carlos sentenziava: “Non ci prendono più!”. Perciò quando Livano Comenencia, millennial nato a Breda (Paesi Bassi) ha realizzato il primo storico gol di Curaçao al Mondiale 2026, ho pensato che se la partita fosse finita lì, al 21’, sull’1-1, allora la storia del calcio avrebbe cominciato a girare in modo diverso e distante dalla logica valoriale che vuole gli inglesi i padri fondatori del football e i tedeschi coloro che sanno sempre come andare in finale, e magari anche vincerla. E invece quel gol dei piccoli pirati dei Caraibi ha scatenato la voglia matta di goleada degli alemanni e alla fine è finita come doveva finire, Germania-Curaçao 7-1. Chi si scandalizza per le sette sberle rifilate ai debuttanti allo sbaraglio, ricordiamo che la Germania è avvezza a queste imprese e l’ultima grande abbuffata mondiale la riservò nientemeno che al Brasile. Anno di disgrazia della Seleçao, 8 luglio 2014, torneo iridato in casa dei brasiliani: 64 anni dopo il Maracanazo (Brasile beffato nella finalissima al Maracanà dall’Uruguay di Pepe Schiaffino) ci fu la notte degli orrori di Belo Horizonte. La nazionale verdeoro allo stadio Mineirão alzò bandiera bianca, Brasile-Germania, 1-7. Mineirãzo e Coppa del mondo che esattamente quarant’anni dopo tornava a brillare sotto il cielo di Berlino . Certo che discorsi, nella piccola isola di Curaçao i 185mila cuori gialloblù ci sono rimasti male per il cappotto di Houston, ma non hanno smesso di cantare e di brindare, a calici di Curaçao ovviamente. Fiumi di liquore locale sono esondati dopo il gol di Comenencia, per quello che sembrava un capodanno anticipato davanti allo splendore delle barriere coralline che accarezzano l’isola che un tempo fu degli olandesi come il ct Advocaat e l'oriundo Livano. Certo tutti speravano in una sconfitta senza traumi contro gli indomiti crucchi del football, ma il 7-1 è comunque un punto di partenza e soprattutto quel gol festeggiato da Comenencia come se fosse la rete decisiva del Mondiale ha un suo valore. Del resto il ragazzo rappresenta a pieno titolo la nuova era del calcio planetario e digitale, in cui si nasce lontani dalla casa madre, si gira un po’ il mondo e poi si torna a riassaporare il gusto delle radici indossando la casacca del paese degli antenati. Livano è partito dallo Jong, le giovanili del Psv Eindhoven dove è rimasto per dodici anni fino ad arrivare alla Juventus, non quella dei grandi ma la Next Gen, in serie C. Il primo gol da professionista del pallone lo ha segnato sui nostri campi, a Rimini, in una partita che poi i giovani bianconeri hanno perso 4-3. Niente a che fare con Italia-Germania, la partita del secolo di Messico ’70 perché è tutto un altro mondiale quello che vedremo e vedrà Comenencia. Una notte di illusioni e poi da incubo come quella di Houston, lui che conosce il valore del calcio che conta non vorrebbe più provarla, e prima di fare ritorno alla base, ora gioca nello Zurigo, ha in mente togliersi qualche altra soddisfazione: magari un bis sulla casella dei marcatori. Domenica prossima per Curaçao c’è già un match da dentro fuori contro l’Ecuador che ha perso la prima contro la Costa d’Avorio con un gol degli africani al 90’. Riuscire a battere l’Ecuador e magari con un suo gol, anche al 90’, sarebbe il massimo della vita per Livano Comenencia che comunque vada è già entrato nella storia del calcio. E lo stesso vale per Capo Verde che non fa passare il bambino d'oro Jamal. Clamoroso al Cibali. No ad Atlanta dove l'altra cenerentola al debutto ferma le furie rosse sullo 0-0. Altro pareggio che costringe ad aggiornare gli annali alla voce impresa. Il capotto al Curaçao ecco che diventa l'inizio di un'altra favola, quella di Capo Verde e della altre piccole sorelle del Mondiale destinate a crescere.
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