L'Avvento รจ come un orizzonte che si allarga

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November 26, 2020
L'Avvento รจ come un orizzonte che si allarga
I Domenica di Avvento

Anno B

In quel tempo, Gesรน disse ai suoi discepoli: ยซFate attenzione, vegliate, perchรฉ non sapete quando รจ il momento. รˆ come un uomo, che รจ partito dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vegliare. Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerร , se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; fate in modo che, giungendo all'improvviso, non vi trovi addormentati. Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!ยป.


L'Avvento รจ come una porta che si apre, un orizzonte che si allarga, una breccia nelle mura, un buco nella rete, una fessura nel soffitto, una manciata di luce che la liturgia ci getta in faccia. Non per abbagliarci, ma per svegliarci. Per aiutarci a spingere verso l'alto, con tutte le forze, ogni cielo nero che incontriamo. ยซAl di lร  della notte ci aspetterร  spero il sapore di un nuovo azzurroยป (N. Hikmet). Il Vangelo oggi racconta di una notte, stende l'elenco faticoso delle sue tappe: ยซnon sapete quando arriverร , se alla sera, a mezzanotte, al canto del gallo, o al mattinoยป (Mc 13,35). Una cosa รจ certa: che arriverร . Ma intanto Isaia lotta, a nome nostro, contro il ritardo di Dio: ritorna per amore dei tuoi servi... se tu squarciassi i cieli e discendessi.
Non รจ l'essere umano che dร  la scalata al cielo, รจ il Signore delle Alleanze che discende, in cammino su tutte le strade, pellegrino senza casa, che cerca casa, e la cerca proprio in me. Isaia capovolge la nostra idea di conversione, che รจ il girarsi della creatura verso il Creatore. Ha la sfrontatezza di invocare la conversione di Dio, gli chiede di girarsi verso di noi,
ritornare, squarciare i cieli, scendere: di convertirsi alle sue creature.
Profezia del nome nuovo di Dio. Finisce la ricerca di Dio e inizia il tempo dell'accoglienza: ecco, io sto alla porta e busso...
ยซLe cose piรน importanti non vanno cercate, vanno atteseยป (S. Weil). Anche un essere umano va sempre atteso. Ci sembra poca cosa, perchรฉ noi vogliamo essere attivi, fare, costruire, determinare le cose e gli eventi. Invece Dio non si merita, si accoglie; non si conquista, si attende. Gesรน nel Vangelo di questa domenica non si stanca di ripetere il ritornello di due atteggiamenti, nostro equipaggiamento spirituale per il percorso dell'attesa: state attenti e vegliate (Mc 13,33.35.37). L'attenzione ha la stessa radice di attesa: รจ un tendere a... Tutti abbiamo conosciuto giorni in cui la vita non tendeva a niente; sappiamo tutti cos'รจ una vita distratta, fare una cosa ed avere la testa da un'altra parte; incontrare una persona e non ricordare il colore dei suoi occhi; camminare sulla terra e calpestare tesori di bellezza. Distratti. L'amore รจ attenzione. L'attenzione รจ giร  una forma di preghiera, ed รจ la grammatica elementare che salva la mia vita interiore.
Il secondo atteggiamento: vegliate. Non permettete a nessuno di addormentarvi o di comprarvi. Vegliate sui primi passi della pace, della luce dell'alba che si posa sul muro della notte, o in fondo al tunnel di questa pandemia. Vegliate e custodite tutti i germogli, tutto ciรฒ che nasce e spunta porta una carezza e una sillaba di Dio.
(Letture: Isaia 63, 16-17; 64, 2-7; Salmo 79; 1 Corinzi 1,3-9; Marco 13, 33-37).

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