Se Dio viene
a sovvertire
le nostre certezze

XXII Domenica del tempo ordinario-Anno A
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August 26, 2026
In quel tempo, Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai”». Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!». Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà».
A nessuno piace perdere: tutti vorremmo considerarci e sentirci dei perenni vincitori, uomini e donne che sanno cavalcare le onde delle scommesse della vita come quei surfisti che corrono veloci sulle loro tavole, oppure come quei campioni sul podio con una medaglia d’oro al collo, eliminando dalla nostra vita tutto ciò che è fragile, doloroso, imprevedibile e lacerante. Viviamo evitando le ferite, scansando le tempeste, accumulando e cercando di trattenere tra le nostre mani tempo, denaro, controllo, affetti, giovinezza. Eppure oggi questo Dio viene a sovvertire le nostre certezze, ad aprire le nostre mani chiuse a pugno nella smania di possesso. Sbilancia i nostri equilibri e dà un nuovo significato alle parole “perdere e trovare”, inserendole nella vita, cioè in quel fiume che scorre e che noi ci illudiamo, invece, di poter governare e possedere. Vita è un seme capace di perdere la sua forma originaria per diventare albero. Vita è una sorgente che accetta di scorrere per non trasformarsi in palude. Vita è l’alternarsi delle stagioni, il compenetrarsi dei giorni nelle notti; vita è il tempo che non puoi arrestare, è respiro e battito di cuore che non si fermano nel loro ritmo. Vita è il chicco di grano che diventa spiga e poi pane e poi qualcosa di intimo delle nostre cellule. Vita è tutto ciò che si trasforma e ti trasforma. La vita non è fatta per essere bloccata, frenata, trattenuta. Ne va seguito il ritmo, come in una danza, come in una melodia. Questo ci sta dicendo oggi Gesù: «Non arroccarti, non chiudere le porte pensando di salvarti solo in virtù di quel che riesci ad accumulare od a trattenere. Sii capace di osare, di rischiare, di perdere. Non vivere sempre con il terrore nel cuore di lasciare le cose, ma vivi piuttosto a viso aperto, coraggioso e fiducioso. La vita non si lascia possedere, ma solo attraversare ed abitare. E la gioia non nasce da ciò che stringi, ma nasce da ciò che attraversa le tue mani». Eccolo il Dio del vento che non si lascia afferrare e definire, che non puoi rinchiudere in un pugno, ma che puoi sentire sul volto e ti trasporta lontano: e ti accorgi, una volta aperte le mani, che stai sfiorando il cielo. Leggero.
(Letture: Ger 20,7-9; Sal 62; Rm 12,1-2; Mt 16,21-27)

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