Indignarsi ancora? Ma i colpevoli chi sono? La letteratura è fatta di misconoscimenti
sabato 15 giugno 2013
Ricevo il numero di giugno di "Atelier" (trimestrale di poesia narrativa teatro) e leggo subito l'editoriale di uno dei due direttori, Andrea Temporelli (l'altro è Giuliano Ladolfi), intitolato «L'elenco dei colpevoli». Fin dalle prime righe sembra un richiamo a quell'indignazione di cui saremmo diventati incapaci («non riusciamo più a indignarci per l'immoralità che si fa regola»). Sono due pagine effettivamente indignate, eppure l'indignazione si rivolge subito contro chi sta parlando e diventa una generale autoaccusa. Sembra di sentire la voce di Baudelaire nel suo classico, atrabiliare prologo «Al lettore» per i Fiori del male, in cui stupidità e peccato non riescono che ad alimentare «amabili rimorsi». Gli accusati, i colpevoli anche oggi, secondo Temporelli, non sono loro, siamo noi: «Siamo talmente istupiditi da offrirci perpetuamente alle svendite (…) Siamo degni dei nostri padroni».Già diffidente di fronte al sentimento dell'indignazione, ormai prescritto come il primo dovere morale, non riesco a bere il calice dell'autoindignazione. Se ci sentiamo colpevoli, consiglieri questo: a partire da oggi, cerchiamo di non esserlo. Se poi non si sta parlando del mondo intero e di tutta la vita, ma di poesia e letteratura, l'impresa dovrebbe riuscire più semplice. Credo che sia sufficiente fare di tutto per scrivere meglio che si può quello che si deve scrivere: per il resto, sia quel che sia, nessuno ha il dovere di leggerci e di apprezzarci.La storia della letteratura è piena di fallimenti, misconoscimenti, libri rimasti inediti e capolavori inascoltati. Solo nelle storie letterarie, dopo decenni e secoli, si ha l'impressione che le cose si aggiustino e il merito venga riconosciuto. Ma neppure questo è vero. La fama è spesso un atto formale e nominale. I classici famosi se ne stano a dormire negli scaffali delle biblioteche in compagnia della loro fama, senza che nessun lettore li apra. Solo qualche rara mano di storico o di filologo si allunga verso di loro. Comunque, se ci si vuole indignare, l'elenco dei colpevoli promesso nel titolo del suo editoriale, Temporelli doveva scriverlo.
© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI

ARGOMENTI: