In farmacia la «ricetta» dell'Inps
martedì 11 novembre 2008
Visto che in farmacia si vendono tanti prodotti da banco, il farmacista è ancora un laureato professionista oppure è un commerciante come tanti? Un dubbio pesante perché ne vanno di mezzo i contributi e la pensione. In base alla risposta, la previdenza va assegnata all'Enpaf, la cassa di previdenza dei farmacisti, oppure alla Gestione Commercianti dell'Inps.
Secondo l'Istituto di previdenza (msg. n. 24655) il titolare o il coadiutore di una parafarmacia, anche se iscritto all'Ordine e all'Enpaf, deve iscriversi anche alla Gestione Commercianti qualora si limiti a vendere esclusivamente "prodotti da banco", gli integratori alimentari, i prodotti di erboristeria, i cosmetici, gli articoli sanitari ecc. che non richiedono la prescrizione di un medico. Viceversa, nelle farmacie in cui si vendono prodotti da banco insieme a medicinali su ricetta, il farmacista non può essere iscritto né fra i commercianti né fra i collaboratori della Gestione separata. I titolari sono tenuti ora a compilare un'autodichiarazione valida per l'iscrizione o per la cancellazione dai commercianti.
La vicenda sembra però destinata ad avere un lungo strascico. Sin da quando è stata liberalizzata la vendita dei prodotti da banco, col vincolo della presenza di un farmacista, si è discusso sulla posizione previdenziale dei farmacisti interessati. E dal momento in cui l'Inps ha escluso le farmacie miste dalle proprie assicurazioni, l'Enpaf è passata subito all'incasso dei propri contributi per il 2007 ed il 2008. Ha richiesto però ai titolari di parafarmacia gli stessi importi di un titolare di farmacia, con l'aggravante che ai parafarmacisti è stato impedito di utilizzare la riduzione dei contributi prevista per chi ha una doppia assicurazione. Particolarmente colpiti i giovani farmacisti col basso reddito che marca l'inizio della professione.
Partono intanto alcune richieste dell'Inps a chi ha già ricevuto l'analoga imposizione dall'Enpaf. Ma le proteste dell'associazione delle parafarmacie ottengono l'impegno dell'Istituto a ritirare le sue lettere. Per la gran parte dei parafarmacisti il quadro finale della vicenda presenta più confusione che certezze. L'unico dato fermo ed oggettivo è l'assicurazione dei professionisti all'Enpaf, in quanto è obbligatoria per legge. Il resto discende da interpretazioni delle norme. Nel frattempo, chi ha già pagato due volte, avrebbe diritto ad una restituzione. La diversità degli interessi in campo fa prevedere una accesa stagione di ricorsi e di azioni legali, in particolare contro la rigida normativa della cassa farmacisti.
Contributi di novembre. Entro il giorno 17 i commercianti devono versare i contributi sul minimale di reddito relativi al terzo trimestre del 2008. L'ultimo avviso dell'Inps, che include le parafarmacie nella gestione commercianti, comporta l'obbligo del versamento in corso qualora l'attività del commercio parafarmaceutico ricada nel periodo di riferimento.
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