Arte Povera e Transavanguardia: boom che nasce nella testa di critici e galleristi
sabato 29 ottobre 2011
Nel 1967 Germano Celant inventò l'Arte Povera. A metà anni settanta Achille Bonito Oliva lanciò la Transavanguardia. Per fare una torta ci vuole la farina. Per inventare una tendenza e un gruppo artistico ci vuole qualcuno che produca arte. Tutti riconoscono la farina e non la scambiano per sabbia. Ma chi riconosce, chi decide che qualcosa è arte? Tutto dipende dai critici, dalle parole e etichette che inventano. Tutto avviene perché lo decidono i galleristi, in Italia e nel mondo. La qualità letteraria di un testo scritto può anche sfuggire all'attenzione di lettori e critici, ma è lì, nell'organizzazione e nella scelta delle parole. Accade molto più raramente che la qualità artistica e artigianale si trovi in ciò che fanno (diciamo così) pittori e scultori. È da più di mezzo secolo che le arti visive nascono nella testa dei critici: tutto dipende dalla parola, dall'idea, dall'etichetta che le definisce come valore e merce culturale vendibile e acquistabile a un prezzo o a un altro. Si è ricominciato a parlare di Arte Povera (sul "Sole24ore", sul "Corriere della sera") e di Transavanguardia (sul "Venerdì di Repubblica"). "Tutta l'Italia celebra l'Arte Povera" con mostre a Bologna, Bergamo, Torino, Roma, Napoli, Bari. Mentre un'altra serie di mostre ricorda "l'avventura" della Transavanguardia. Di fatto l'Arte Povera è tutt'altro che povera: una specie di arazzo di Alighiero Boetti ha toccato nell'ultima asta di Christie's i 2.214.600 euro. Nella maggioranza di queste opere "povere" si legge più l'idea che l'opera. È la collocazione o "delocalizzazione" che decidono se un oggetto è arte o no. Basta farlo uscire dalla galleria, dal museo, dal luogo consacrato, perché smetta di essere arte. La Transavanguardia è stata nemica dell'arte concettuale, la quale senza il concetto tende al nulla: ha valorizzato invece «artisti che usavano la mano per disegnare». Sì, ma poi? Resta il fatto che cinque artisti e solo cinque sono merce vendibile come Transavanguardia. Senza gruppo, quotazioni, etichette e mercato, tutto crolla. Strana arte.
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