La storia di Celeste: quell'augurio di papa Francesco e il quarto bebè

L'influencer argentina 36enne nel 2023 aveva incontrato il pontefice, che aveva augurato alla famiglia una nuova nascita. E il 26 dicembre quell'augurio si è realizzato
April 27, 2026
La storia di Celeste: quell'augurio di papa Francesco e il quarto bebè
Celeste "Chele" Baumgratz
Nei giorni scorsi l’infosfera ecclesiale ha largamente commemorato il primo anniversario della morte di papa Francesco. Tra i tanti modi sottolineo qui un post sull’account Instagram di Chele Baumgratz, rilanciato da vari altri canali, compresa l’edizione italofona di ChurchPop e, con largo anticipo sull’anniversario, quella ispanofona. Il tema è la nascita, il 26 dicembre 2025, di un bambino – il quartogenito – che proprio il Papa argentino aveva augurato alla famiglia, sua connazionale, durante un breve faccia a faccia in piazza San Pietro avvenuto il 10 maggio del 2023. Celeste “Chele” Baumgratz ha 36 anni, è sposa e madre e si presenta su Instagram dichiarando: «Aiuto le persone a incontrare Dio nel quotidiano condividendo la mia fede». Oltre a Instagram, dove la seguono in 238mila, è attiva con dei gruppi su WhatsApp e autrice di un libro, “Dios de la vida”, diffuso soprattutto tramite i social. C’è anche un profilo Facebook, ma lì gli amici non arrivano a 500.
Chele Baumgratz comunica simpatia e genuinità. Papa Bergoglio non è al primo posto tra i temi dei contenuti quanto a frequenza, ma lo è quanto a visualizzazioni: quando si parla di lui, del loro incontro del 2023 e della nascita, due anni e mezzo dopo, del piccolo Sagrario Francisco i click si contano da 200mila a oltre 300mila. Gli altri temi sono essenzialmente due. Uno è la devozione mariana, in particolare rivolta alla Virgen de Luján, patrona dell’Argentina: ricorrono frequentissime tanto le immagini di Maria, antiche, moderne e modernissime, quanto quelle dell’autrice che tiene tra le mani, o meglio in braccio, una statua della Madonna. L’altro è la sua vita di madre di famiglia, con molto spazio – direi anzi troppo, dal punto di vista della tutela della riservatezza – alle fotografie dei quattro figli. Uno di loro, Simón Pedro, il secondogenito (11 anni), ha addirittura un proprio account Instagram, dove da qualche mese pubblica e promuove le sue esibizioni in canti religiosi. A partire dal proprio seguito sui social organizza anche pellegrinaggi nei santuari mariani, in America e in Europa, e tiene, a pagamento, corsi per creator digitali che vogliano fare evangelizzazione.
Lo scorso novembre Chele Baumgratz e il marito Federico “Fefi” Barboni sono stati ospiti del giovane podcast spagnolo “Red Peregrina”. Trenta minuti di dialogo in libertà con la speculare coppia di conduttori, in cui si spazia dalla vita vissuta dei due intervistati all’impegno di lei in Rete e alle origini della sua devozione mariana (la famiglia d’origine abitava a Lujan), e si conclude con un lungo momento di preghiera. Estraggo i passaggi più utili a descrivere il modo di intendere la missione digitale da parte di Baumgratz. A conferma di una circostanza che la accomuna a molti altri autori e autrici, dice che l’iniziativa è nata nei mesi del lockdown, quando si è chiesta «come viralizzare la verità di Cristo». Allorché le chiedono del numero di follower, riconosce che quanto più aumentano, tanto più ne avverte la responsabilità, che cerca di esercitare come farebbe con una pianta: non va bagnata troppo, perché così la si “affoga”, e non va bagnata troppo poco, perché in quel caso si secca. Infine parla dei pellegrinaggi che organizza come della felice occasione in cui i contatti diventano reali: «Le persone si comportano come se ci conoscessimo da tutta la vita, mentre tu le hai conosciute in quel momento, ma [la cosa bella è che] puoi conoscerle».
 
 

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