II domenica dopo Natale
(...) Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto. A quanti perรฒ lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue nรฉ da volere di carne nรฉ da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati. E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di veritร . Giovanni gli dร testimonianza e proclama: ยซEra di lui che io dissi: Colui che viene dopo di me รจ avanti a me, perchรฉ era prima di meยป. Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia. Perchรฉ la Legge fu data per mezzo di Mosรจ, la grazia e la veritร vennero per mezzo di Gesรน Cristo. Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che รจ Dio ed รจ nel seno del Padre, รจ lui che lo ha rivelato.
LLa liturgia propone lo stesso Vangelo del giorno di Natale, perchรฉ Natale si conquista lentamente. Lo stesso Vangelo, ma con una differenza: mentre a Natale l'attenzione, e l'emozione, erano rivolte alla discesa di Dio nella carne, nel tempo, nella notte, le letture oggi ci suggeriscono il movimento inverso. Si apre per noi come uno sfondo di eternitร , uno sfondamento del tempo verso l'eterno. Ora รจ la carne che รจ assunta dalla Parola, il sangue sale verso il cielo, l'uomo verso Dio.
ยซE il Verbo si รจ fatto carneยป. Dio ricomincia da Betlemme. Colui che aveva plasmato Adamo con la polvere del suolo, diventa lui stesso argilla di piccolo vaso. Da allora c'รจ un frammento di Logos in ogni carne, qualcosa di Dio in ogni uomo. C'รจ santitร , almeno incipiente, e luce in ogni vita. E nessuno potrร piรน dire: qui finisce la terra, qui comincia il cielo, perchรฉ ormai terra e cielo si sono abbracciati. Nessuno potrร dire: qui finisce l'uomo, qui comincia Dio, perchรฉ creatore e creatura si sono abbracciati e, almeno in quel neonato, uomo e Dio sono una cosa sola. Almeno a Betlemme.
ยซA quanti l'hanno accolto ha dato il potere di diventare figli di Dioยป. Cristo nasce perchรฉ io nasca. Nasca nuovo e diverso. La sua nascita vuole la mia nascita. Gesรน non รจ venuto a portare un elenco di veritร , ma vita da vivere; non ci ha comunicato una teoria religiosa, ma una forza di vita.
ยซHa dato il potereยป, afferma Giovanni, non la semplice opportunitร o l'occasione di diventare figli di Dio, ma il potere, la forza, l'energia, la vitalitร per spalancare le porte, per varcare le soglie. Il Verbo come forza in noi.
In questa carne Cristo รจ, in questi dubbi, in questi abbandoni, in questa fatica di credere, in questa gioia di credere. ร in noi per dirci: amo la tua solitudine, il tuo cercare, amo le tue lacrime, anche la tua debolezza. Non c'รจ nulla della tua vita che mi lasci indifferente. Tu mi interessi, con la storia del tuo cuore, con la storia della tua casa. Voglio essere in te come luce e come sole, come strada e come pane, come roccia e come nido.
ยซA quanti l'hanno accoltoยป. Dio non si merita, si accoglie. L'uomo diventa ciรฒ che accoglie in sรฉ, ciรฒ che lo abita. Vita vera รจ essere abitati da Dio. Ecco la profonditร ultima del Natale: Dio nell'uomo. ยซSe appena percepiamo qualcosa del significato oceanico di queste due termini, Dio e uomo, intravediamo il dramma immenso del Nataleยป (Paolo VI).
(Letture: Sirร cide 24, 1-4.12-16; Salmo 147; Efesini 1, 3-6.15-18; Giovanni 1, 1-18)
(...) Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto. A quanti perรฒ lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue nรฉ da volere di carne nรฉ da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati. E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di veritร . Giovanni gli dร testimonianza e proclama: ยซEra di lui che io dissi: Colui che viene dopo di me รจ avanti a me, perchรฉ era prima di meยป. Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia. Perchรฉ la Legge fu data per mezzo di Mosรจ, la grazia e la veritร vennero per mezzo di Gesรน Cristo. Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che รจ Dio ed รจ nel seno del Padre, รจ lui che lo ha rivelato.
LLa liturgia propone lo stesso Vangelo del giorno di Natale, perchรฉ Natale si conquista lentamente. Lo stesso Vangelo, ma con una differenza: mentre a Natale l'attenzione, e l'emozione, erano rivolte alla discesa di Dio nella carne, nel tempo, nella notte, le letture oggi ci suggeriscono il movimento inverso. Si apre per noi come uno sfondo di eternitร , uno sfondamento del tempo verso l'eterno. Ora รจ la carne che รจ assunta dalla Parola, il sangue sale verso il cielo, l'uomo verso Dio.
ยซE il Verbo si รจ fatto carneยป. Dio ricomincia da Betlemme. Colui che aveva plasmato Adamo con la polvere del suolo, diventa lui stesso argilla di piccolo vaso. Da allora c'รจ un frammento di Logos in ogni carne, qualcosa di Dio in ogni uomo. C'รจ santitร , almeno incipiente, e luce in ogni vita. E nessuno potrร piรน dire: qui finisce la terra, qui comincia il cielo, perchรฉ ormai terra e cielo si sono abbracciati. Nessuno potrร dire: qui finisce l'uomo, qui comincia Dio, perchรฉ creatore e creatura si sono abbracciati e, almeno in quel neonato, uomo e Dio sono una cosa sola. Almeno a Betlemme.
ยซA quanti l'hanno accolto ha dato il potere di diventare figli di Dioยป. Cristo nasce perchรฉ io nasca. Nasca nuovo e diverso. La sua nascita vuole la mia nascita. Gesรน non รจ venuto a portare un elenco di veritร , ma vita da vivere; non ci ha comunicato una teoria religiosa, ma una forza di vita.
ยซHa dato il potereยป, afferma Giovanni, non la semplice opportunitร o l'occasione di diventare figli di Dio, ma il potere, la forza, l'energia, la vitalitร per spalancare le porte, per varcare le soglie. Il Verbo come forza in noi.
In questa carne Cristo รจ, in questi dubbi, in questi abbandoni, in questa fatica di credere, in questa gioia di credere. ร in noi per dirci: amo la tua solitudine, il tuo cercare, amo le tue lacrime, anche la tua debolezza. Non c'รจ nulla della tua vita che mi lasci indifferente. Tu mi interessi, con la storia del tuo cuore, con la storia della tua casa. Voglio essere in te come luce e come sole, come strada e come pane, come roccia e come nido.
ยซA quanti l'hanno accoltoยป. Dio non si merita, si accoglie. L'uomo diventa ciรฒ che accoglie in sรฉ, ciรฒ che lo abita. Vita vera รจ essere abitati da Dio. Ecco la profonditร ultima del Natale: Dio nell'uomo. ยซSe appena percepiamo qualcosa del significato oceanico di queste due termini, Dio e uomo, intravediamo il dramma immenso del Nataleยป (Paolo VI).
(Letture: Sirร cide 24, 1-4.12-16; Salmo 147; Efesini 1, 3-6.15-18; Giovanni 1, 1-18)
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