Solennitร Corpus Domini - Anno C Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: ยซCongeda la folla perchรฉ vada nei villaggi e nelle campagne dei dintorni, per alloggiare e trovare cibo: qui siamo in una zona desertaยป. Gesรน disse loro: ยซVoi stessi date loro da mangiareยป. Ma essi risposero: ยซNon abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa genteยป. Cโerano infatti circa cinquemila uomini. Egli disse ai suoi discepoli: ยซFateli sedere a gruppi di cinquanta circaยป. Fecero cosรฌ e li fecero sedere tutti quanti. Egli prese i cinque pani e i due pesci, alzรฒ gli occhi al cielo, recitรฒ su di essi la benedizione, li spezzรฒ e li dava ai discepoli perchรฉ li distribuissero alla folla. Tutti mangiarono a sazietร e furono portati via i pezzi loro avanzati: dodici ceste. Al tramonto, dopo unโintera giornata trascorsa a predicare e guarire i malati, la stanchezza comincia a farsi sentire: cโรจ gente ovunque che fa domande, che vuol parlare e raccontare le sue ferite, che guarda implorando un Tuo gesto, una Tua parola ancora. Perchรฉ รจ bello stare lรฌ con Te, e non fa niente che tra un poโ sarร buio e non sapranno dove andare: ognuno di loro ha una richiesta, un bisogno, una fame. I dodici lo sanno, e sanno anche che quella folla continuerร a schiacciarti, a spremerti parole e tenerezze e a gridare la sua fame di senso. Charles de Foucauld ricorda che prima di incontrare Dio si รจ trovato ยซcome un povero che muore di fameยป: Dio non รจ una veritร astratta, รจ qualcosa che si incontra quando il cuore รจ povero e ha fame. ร in quel buco che hai dentro e che non sai come colmare, in quel crampo che ti stringe nellโattimo piรน buio, nello smarrimento, nella ricerca di un gusto e di un sapore che sia per sempre, insomma nella tua fame di infinito. E Lui si accontenta di quel groviglio di paura e di quel nodo di desideri che siamo, di quellโinizio di cammino che comincia ad aprirsi, si accontenta di un misero vuoto. Gli basta poco o niente per fare miracoli. Per questo non scappa Gesรน dalla folla importuna e pressante, non si nasconde ma, anzi, si preoccupa di riempire quel vuoto, di saziare un desiderio. A costo di inventare una nuova matematica, a costo di sfidare ogni logica razionale, che lo avverte che cinque pani e due pesci non potranno mai bastare per cinquemila persone, Lui applica i suoi nuovi teoremi e divide in gruppi e moltiplica per cento, per mille, in unโinedita scienza esatta. ร senza limiti la sovrabbondanza di Dio. Tanto che addirittura avanzeranno dodici ceste, forse una per ciascuno dei suoi, per quei matematici corretti, per quei calcolatori infallibili che ancora non hanno capito le misure e le proporzioni del cuore di Dio. ร troppo Dio per noi per poterlo capire: non ci resta che guardare meravigliati il miracolo di un pane che diventa vita a partire da un nulla e di masticare il sapore del chicco di grano che scompare e poi sazia. โSei la veritร che non ragionaโ, scriveva Turoldo, sei il nostro irreprimibile desiderio di credere in Te e nelle Tue incomprensibili follie. (Letture: Genesi 14,18-20; Salmo 109; Prima Lettera ai Corinzi 11,23-26; Luca ,11b-17).
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