«Esercito e armi per le espulsioni dei migranti». L'ultimo piano choc di AfD in Germania
di Vincenzo Savignano, Berlino
Le dichiarazioni di Siegmund, che punta a diventare il primo ministro-presidente in Sassonia-Anhalt dopo il trionfo di domenica, provocano l'ennesimo cortocircuito politico. Nei sondaggi intanto la preferenza degli elettori per il governo regionale va a una coalizione di governo con Cdu/Csu

Armi ed esercito per espellere e deportare migranti e richiedenti asilo. Ulrich Siegmund, il capolista di AfD in Sassonia-Anhalt, che punta a diventare il primo ministro-presidente di un partito di estrema destra nella storia della Repubblica federale tedesca, ha provocato critiche e proteste con un’affermazione in cui mette in relazione la produzione di armamenti e le espulsioni di migranti.
Dopo la riunione costitutiva del gruppo parlamentare dell'AfD, rispondendo alla domanda di un giornalista in merito al previsto insediamento in Sassonia-Anhalt di un’azienda israeliana del settore della difesa, Siegmund ha affermato: «Non demonizziamo a priori la produzione di materiale bellico, poiché, in vista del nostro piano di “remigrazione” ed espulsione, avremo naturalmente bisogno di strumenti adeguati. Naturalmente anche nell’interesse della sicurezza interna, della nostra stabilità e della difesa nazionale».
Siegmund ha ricevuto sostegno all’interno del suo partito, in particolare dal deputato al Bundestag Rüdiger Lucassen. «Il fatto è che, ovviamente, la Bundeswehr (l’esercito tedesco, ndr) può essere impiegata nell'ambito dell’assistenza amministrativa per i voli di espulsione», ha scritto su X il politico esperto di difesa. La polizia federale, responsabile delle espulsioni per via aerea, potrebbe infatti richiedere il supporto della Bundeswehr per utilizzare aerei da trasporto militari anziché noleggiare velivoli civili.
Le dichiarazioni dei politici di AfD sono state criticate aspramente da socialdemocratici e Verdi. Le proteste sono giunte anche dal Bsw (Bund Sahra Wagenknecht), l’'unico partito eletto al Landtag (il parlamento regionale) di Magdeburgo disposto a dialogare con gli ultranazionalisti. «Questa si chiama pulizia etnica» ha detto su X il politico Cdu Ruprecht Polenz commentando le parole di Siegmund. Polenz ha fatto così eco alle analoghe critiche rivolte ad AfD da Friedrich Merz durante il dibattito generale al Bundestag: l’AfD, ha attaccato il cancelliere, pianifica una «pulizia etnica basata sul colore della pelle e sull’origine etnica». Il gruppo parlamentare dell’AfD al Bundestag ha reagito furiosamente alle accuse e ha successivamente sporto denuncia contro il cancelliere, accusandolo di «diffamazione ed ingiuria».
Quello guidato da Merz, comunque, resta il governo del riarmo, dei confini chiusi e delle espulsioni di migranti. La spesa dello Stato federale per il 2027 prevede che un euro su cinque del bilancio complessivo finirà in piani di sicurezza, difesa e riarmo: oltre 140 miliardi di euro, una cifra record. Giovedì, il cancelliere e il presidente della Repubblica federale, Frank-Walter Steinmeier, hanno ricevuto con gli onori militari il presidente degli Emirati Arabi, lo sceicco Mohammed bin Zayed. Il quale ha portato in dote una promessa scritta di investimenti per oltre 40 miliardi di euro, in particolare nei settori dell’intelligenza artificiale e dell’energia, ma anche nello sviluppo tecnologico di armamenti.
Secondo dati citati dal ministro degli Interni federale, Alexander Dobrindt (Csu), «nel 2025 sono stati espulsi dalla Germania 22.787 tra stranieri e migranti illegali, nei primi mesi del 2026 sono stati 9.663». Tra questi, secondo l’associazione per la difesa dei diritti dei richiedenti asilo Pro Asyl, ci sono anche rifugiati, richiedenti asilo e minorenni. Espulsioni di migranti e riarmo possono avvicinare Unione Cdu/Csu e AfD? Secondo un sondaggio dell’istituto di ricerca demoscopica Civey che ha intervistato 5.000 tedeschi, il 28% auspica per la Sassonia-Anhalt una coalizione di governo tra AfD e Unione Cdu/Csu. Seguita da un’alleanza tra AfD e Bsw (21%). Circa un quarto degli intervistati (25%) predilige invece un’ampia coalizione composta da Cdu, Spd, Verdi, Linke e Bsw, escludendo l’AfD.
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