Siamo veramente ricchi solo di ciò che doniamo

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July 27, 2016
XVIII Domenica Tempo ordinario Anno C...E disse loro: Ā«Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perchĆ©, anche se uno ĆØ nell'abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiedeĀ». Poi disse loro una parabola: Ā«La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sĆ©: ā€œChe farò, poichĆ© non ho dove mettere i miei raccolti? Farò cosƬ – disse –: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e divĆØrtiti!ā€. Ma Dio gli disse: ā€œStolto, questa notte stessa ti sarĆ  richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarĆ ?ā€. CosƬ ĆØ di chi accumula tesori per sĆ© e non si arricchisce presso DioĀ».La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sĆ©: Ā«Come faccio? Ho troppo. Ecco, demolirò i miei magazzini e ne ricostruirò di più grandiĀ». CosƬ potrò accumulare e trattenere. Scrive san Basilio: Ā«E se poi riempirai anche i nuovi granai, che cosa farai? Demolirai ancora e ancora ricostruirai? Con cura costruire, poi con cura demolire: cosa c'ĆØ di più insensato, di più inutile? Se vuoi, hai dei granai: sono nelle case dei poveriĀ».Il ricco della parabola invece dice sempre Ā«ioĀ» (io demolirò, costruirò, raccoglierò...), usa sempre l'aggettivo possessivo Ā«mioĀ» (i miei beni, i miei raccolti, i miei magazzini, me stesso, anima mia). Nessun altro entra nel suo orizzonte. Uomo senza aperture, senza brecce; non solo privo di generositĆ , ma privo di relazioni. La sua non ĆØ vita. Infatti: stolto, questa notte stessa ti sarĆ  richiesta indietro la tua vita.Gesù non evoca la morte come una minaccia per farci disprezzare i beni della terra. Il Vangelo non contesta il desiderio di godere le brevi gioie della strada come vorrebbe fare il ricco (anima mia, riposati, mangia, bevi, divertiti...). Gesù non fa come certi predicatori che stendono un velo di triste rifiuto sulle cose del mondo, quasi volessero disamorarci della vita; non dice che il pane non ĆØ buono, che il benessere ĆØ male. Dice che non di solo pane vive l'uomo. Che anzi, di solo pane, di solo benessere, di sole cose, l'uomo muore. Che la tua vita non dipende da ciò che possiedi, non dipende da ciò che uno ha, ma da ciò che uno dĆ . La vita vive di vita donata. Noi siamo ricchi solo di ciò che abbiamo dato via. Sulle colonne dell'avere troveremo alla fine soltanto ciò che abbiamo perduto per qualcuno. Ā«Se vuoi, hai dei granai, sono nelle case dei poveriĀ» (san Basilio).Ma l'uomo ricco si ĆØ creato un deserto attorno. ƈ solo, isolato al centro dei suoi magazzini pieni. Nessun altro ĆØ nominato, nessuno in casa, nessun povero alla porta, nessuno con cui condividere la gioia del raccolto. Le persone contano meno dei sacchi di grano. Non vive bene.Gesù intende rispondere a una domanda globale di felicitĆ  che si nutre di almeno due condizioni: non può mai essere solitaria e ha sempre a che fare con il dono.Vuoi vita piena? Non cercarla al mercato delle cose: le cose promettono ciò che non possono mantenere. Le cose hanno un fondo e il fondo delle cose ĆØ vuoto. Cercala dalla parte delle persone. Sposta il tuo desiderio.CosƬ ĆØ di chi accumula tesori per sĆ© e non si arricchisce presso Dio. L'alternativa ĆØ chiara: chi accumula Ā«per sé», lentamente muore. Chi arricchisce presso Dio, accumulando relazioni buone, donando invece di trattenere, ha trovato il segreto della vita che non muore.(Letture: Qoelet 1,2;2,21-23; Salmo 89; Colossesi 3,1-5.9-11; Luca 12,13-21)

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