Hermana Adriana e la sua vocazione, con tanta simpatia

Venezuelana, appartiene alla Congregazione delle Serve di Gesù. Su Instagram spiega come si recita il rosario e descrive «un segnale di vocazione che non si dovrebbe ignorare»
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September 22, 2026
Sono sempre più numerose, tra le missionarie digitali, le religiose, di qualsiasi età, che si dedicano alla pastorale vocazionale. Quella della quale abbozzo qui il ritratto si chiama Adriana Emilia Guerrero Vierma, è venezuelana e appartiene alla Congregazione delle Serve di Gesù (istituto di diritto pontificio fondato meno di sessant’anni fa da Maria del Monte Carmelo Rendiles, divenuta nel 2025 la prima santa del Venezuela). Il web non rivela l’anno di nascita di “Hermana Adriana”, ma dalle foto e da alcune notizie, che la vedono partecipare, giovanissima, alla GMG di Rio de Janeiro 2013 e, un anno dopo, fare ingresso nel postulantato, si può dedurre che abbia superato da poco i trent’anni. Dice di essere cresciuta in una famiglia cattolica; da ragazza frequentava un movimento, amava stare con gli amici e, «muchisimo», ballare alle feste. 
Adriana Emilia Guerrero Vierma
Adriana Emilia Guerrero Vierma
Anche suor Adriana, come tanti altri soggetti della missione digitale, viene spinta sul web dalla pandemia: nel 2020 apre un blog personale, “Hna.Adri”, e un canale YouTube, “Hermana Adri”, caratterizzati dalla ricerca di una specifica impronta estetica – pur con mezzi evidentemente limitati; l’uno e l’altro però si interrompono dopo pochi mesi. Oggi è attiva su un piccolo profilo Facebook con meno di mille amici e su un grande account Instagram da 108mila follower. Poco prima dell’estate “EWTN Español” le dedica una lunga intervista, che rilancia sui propri account TikTok e Instagram e sulle diverse edizioni linguistiche, compresa quella italiana, della propria testata “ChurchPop”. Tra i suoi reel più recenti spiccano, per numero di visualizzazioni, quello in cui spiega come si recita il rosario (459mila), quello in cui descrive «un segnale di vocazione che non si dovrebbe ignorare» (249mila) e quello in cui, da Roma, racconta la cerimonia di canonizzazione della fondatrice (290mila).
Oltre al fatto di essere nata, digitalmente, con la pandemia e di avere come contenuto principale la vocazione alla vita consacrata, c’è un terzo tratto che accomuna suor Adriana ai più seguiti tra i missionari e le missionarie digitali, ed è la capacità di “bucare lo schermo”. Questa religiosa è simpaticissima; quasi sempre in primo piano, sorride in modo del tutto naturale, sgrana gli occhi (talvolta dietro a occhiali ingigantiti dal grandangolo) quando vuole sottolineare determinate affermazioni e nell’insieme comunica una grande gioia di vivere il suo stato di vita, sia che si prepari all’adorazione eucaristica, sia che si presenti con in mano il ferro da stiro. Anche se l’ho trovato solo su Facebook, premiato da pochissimi like, segnalo per l’acutezza e l’efficacia un video del 29 luglio: vi si dice «indignata» – ma il volto esprime piuttosto il divertimento per la propria scoperta – per il fatto che non esiste su WhatsApp un emoji di una suora e da lì prende spunto per varie, felici sottolineature sulla vita che ha scelto.
 
 
 

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