L’ultima di agosto
di Gioele Dix
La nostalgia di fine estate, tra vacanze che finiscono, amori mai iniziati e il timore di dover ricominciare tutto da capo
L’ultima settimana di agosto significa per me nostalgia allo stato puro. È un tuffo all’indietro, alla mia adolescenza. La fine prossima delle vacanze al mare. I giorni contati prima del maledetto ritorno in città. Smetterò di andare in giro scalzo. Dovrò rimettere il lucchetto alla bicicletta.
Mi mancherà l’odore della pineta dopo che ha piovuto, la gelateria, il cinema all’aperto. E giocare a scala a quaranta. E rientrare a mezzanotte senza nemmeno essere sgridato. Provo a frenare il tempo, ad allungare le giornate, ma come si fa proprio adesso che diventano sempre più corte. C’è poi una faccenda che mi angustia più di tutte: non sarebbe ora di decidersi a prendere l’iniziativa con quella ragazzina? Quanto penso di temporeggiare ancora? Siamo praticamente ai titoli di coda. Andrà a finire come l’anno scorso, garantito. Il 29 mi farò coraggio, mi presenterò, scoprirò che non aspettava altro, passeremo insieme una serata da sogno – tipo passeggiata sulla spiaggia mano nella mano – e al mattino dopo lei partirà e io pure.
Certo, ci scriveremo qualche lettera appassionata, ma a metà ottobre ci saremo già dimenticati l’uno dell’altra. E così mi toccherà ricominciare da capo. Ho provato a convincere i miei, ma a loro piace ogni estate andare in villeggiatura in un posto diverso.
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