Una piccola rivoluzione

Un gesto di gentilezza alla cassa di un supermercato diventa una piccola «rivoluzione»: contagiosa, semplice e profondamente umana
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October 11, 2026
L’ho sentito con le mie orecchie: «Credo che praticare la gentilezza – cara signora – sia l’unico atto veramente rivoluzionario che ci è rimasto in dote in questi tempi distratti e anaffettivi. Una rivoluzione del tutto incruenta, per altro». E poi, sicuro e sorridente: «è dalla gentilezza che bisogna ripartire». Eravamo alla cassa di un grande supermercato di Sassari, dopo una fila lunghissima e snervante. Era molto caldo. L’uomo che aveva pronunciato quella frase, un continentale come dicono qui – un musicista sessantenne di una certa notorietà che insegna al Conservatorio della città, come ho saputo poi – aveva fatto passare avanti una donna anziana che lo aveva ringraziato per la sua cavalleria, osservando che ormai uomini così proprio non esistevano più.
L’uomo sorrideva e si schermiva, aggiungendo che aveva fatto semplicemente quello che avrebbero dovuto fare tutti, se dotati di un minimo di empatia. A questo punto, allora, era intervenuto protestando un settantenne che aveva già pagato e imbustato tutta la spesa: «No, no, è proprio un uomo gentile di natura. Pensate che ha fatto passare avanti anche me, che sono maschio come vedete». Ecco, un semplice gesto gentile: ma che ha provocato una reazione a catena, una vera e propria insurrezione morale. Una piccola rivoluzione, appunto.

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