Filosofi a Roma
Il misterioso dissidio tra Lucio Colletti e Gennaro Sasso nella Roma filosofica del dopoguerra.
Lucio Colletti (1924) è stato discepolo di Galvano Della Volpe e assistente di Ugo Spirito, ma si era laureato con Carlo Antoni discutendo una tesi sulla Logica di Croce, come Gennaro Sasso (1928). Tra il 1946 e il 1950, gli anni in cui Sasso frequentò i corsi di filosofia, insegnavano alla Sapienza, tra gli altri, Pantaleo Carabellese, Guido De Ruggiero, Luigi Scaravelli, Raffaele Pettazzoni, Natalino Sapegno, Giuseppe Gabetti, Gaetano De Sanctis. Nel 1951 arrivò da Pisa a Magistero anche Guido Calogero, di cui Sasso avrebbe poi sposato la figlia.
Sempre nel 1951, anche Emilio Garroni, più giovane di un anno di Colletti, divenne assistente volontario di Ugo Spirito, alla cui cattedra, mediatore lo stesso Colletti, si laureò pure Mario Tronti. La tesi di quest’ultimo fu sul giovane Marx, che lo portò ‒ responsabile ancora Colletti? ‒ alla corte di Della Volpe. Furono anni sontuosi: in cui passarono a Roma talune delle migliori menti di quella generazione.
Ma torniamo a Colletti e Sasso, allievi di Antoni. Nei bellissimi e autobiografici Minimi ricordi. Storici, filosofi, amici (2024), Sasso cita davvero tutti, ma tace di Colletti. Ricordo di Sasso, quando ne parlava a lezione, il gelido risentimento. Le opposte e note posizioni non bastano a spiegarlo: che cosa era accaduto tra i due?
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