Testa (coronata di spine)
Il capo coronato di spine rivela il dolore invisibile della mente. Suor Zita lo vedeva e lo benediceva, ferendosi d’amore.
“…gli misero addosso un manto scarlatto e, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo” (Matteo 27). Il capo di Cristo è coronato di spine, una parodia, le punte delle corone servivano ad irradiare simbolicamente la luce propria del sovrano, incoronare Cristo è tragica irrisione, presa in giro, umiliazione per questo strano modo di interpretare il ruolo del re. Coronare il capo di spine è come voler imporre una trincea ai pensieri, rinchiuderli in un recinto, sorvegliarli, come se l’uomo volesse imporre alla mente del Figlio di Dio di smettere di pensare alle sue creature, o di cambiare il suo modo di considerarci.
Una corona di spine sul capo può anche diventare simbolo di tutte le persone inchiodate a pensieri dolorosi, a ricordi drammatici, la corona di spine come il filo spinato posto al culmine delle recinzioni per evitare estranei oppure, in questo caso, per scongiurare fughe in avanti, per inchiodare al dolore. Una corona di spine a insanguinare la fronte dell’uomo, sangue a tingere di dolore e così rendere visibile l’invisibile drammatico che abita la nostra mente, la nascosta sofferenza seduta nella nostra anima. Ho conosciuto una donna santa, una suora, suor Zita, ogni volta che mi vedeva poneva le sue mani sul mio capo e mi benediceva. Io sono convinto che vedesse spine nella fronte di chi amava e con le sue mani si facesse ferire dallo stesso dolore. Una regina.
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