La «discretio», criterio fondante dello stile di vita

La «discretio», di cui San Benedetto è maestro, è quel senso di misura del rapporto con sé, con l’altro, con il Padre, ma anche con le cose, l’ambiente, il tempo. Una strada preziosa per prendersi cura di sé e degli altri
April 16, 2026
La «discretio», criterio fondante dello stile di vita
La riflessione sugli stili di vita è necessaria quando riguarda la nostra salute, la cura, la prevenzione, la formazione, l’accompagnato, la dedizione. E allora, come in una grande dispensa, è indispensabile fare discernimento per saper prendere ciò che è necessario e per lasciare andare ciò che non utilizziamo più. Ed è per questo che abbiamo scelto di avere nel nostro monastero un pomeriggio di divulgazione attenta e dettagliata, coinvolgente e formativa, insieme alla Fondazione Tera che si occupa delle malattie oncologiche.
“Stili di vita: tra scienza e fede” questo il titolo che abbiamo scelto di dare ad un pomeriggio inteso, ricco, comunicativo, con Matti Apro, Oncologo del CDA Genolier Cancer center, con Giovanni Apolone, Presidente di OECI, con il prof. Ugo Amaldi collegato dal suo studio, fondatore di Tera e membro del CERN, e con il segretario generale di Tera Gaudenzio Vanolo. Da quest'ultimo è nata l’idea di partire, o meglio, ri-partire dalla Regola di San Benedetto come strumento utile alla riflessione sugli stili di vita sani. 
Una grande dispensa, dove molti sono gli strumenti necessari a costituire un modello possibile di salute, che sia equilibrio tra utilizzo del tempo e dello spazio; dove corpo, mente e anima vengono pensate sincronicamente insieme, dove non vi è separazione tra l’utilizzo del farmaco, una carezza, un guardarsi negli occhi, un riconoscersi accolti, per una visione integrata e integrale di ciascuno di noi. Avere a cuore tutto questo significa non solo prendersi cura dell’altro o di sé, ma costruire percorsi dove la speranza non si trasforma in utopia, ma in generatività, in costruzione di nuove e antiche possibilità.
La discretio, di cui San Benedetto è maestro, è quel senso di misura del rapporto con sé, con l’altro, con il Padre, ma anche con le cose, l’ambiente, il tempo: nella millenaria Regola se ne parla in più capitoli, come ha ricordato Madre Noemi nell’ambito di questo incontro, precisando che, partendo da questo, si può fare una riflessione, un lavoro di ricerca, di divulgazione, formazione, a partire da ciò che siamo, che vogliamo essere per le nuove generazioni.
È proprio il capitolo sul celleraio, ossia su colui che si occupa della “dispensa” del monastero, che Benedetto parla della misura come criterio di discernimento nelle scelte ordinarie e straordinarie della vita del monaco. Saper stare con sapienza nelle vicende micro e macro delle nostre vite non solo favorisce uno sviluppo integrale della persona, ma ne favorisce la custodia, la cura e una visione d’insieme che siamo chiamati a recuperare cosi come tante delle storie narrate in questa rubrica. E allora, a fuoco lento, vale essere anche questo, per il recupero di stili di vita umanizzanti.

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