Via libera del Consiglio dei ministri al nuovo decreto carburanti
Il taglio delle accise è stato prorogato fino al primo maggio. Per la copertura sono stati stanziati 500 milioni. Giorgetti: «Se il quadro non cambia inevitabile la deroga al 3%». Il Codacons: «Lo sconto andava potenziato»

Via libera del Consiglio dei ministri al nuovo decreto-legge carburanti che proroga il taglio delle accise fino al primo maggio. Il Governo rinnova lo sconto al distributore di 24,4 centesimi su un litro di benzina e gasolio introdotto il 19 marzo e in scadenza martedì prossimo. Lo ha confermato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti in una conferenza stampa lampo, al termine del Cdm, durato circa mezzora. La riunione era stata convocata alle 9 di questa mattina. Già ieri a Palazzo Chigi l’allerta era massima. Nel vertice con la premier Meloni e i vicepremier Salvini e Tajani, lo stesso responsabile di Via XX Settembre avrebbe messo in guardia i suoi alleati sulle conseguenze del conflitto in Medio Oriente: «Se la guerra va avanti ancora un po’ rischiamo la benzina a tre euro», l’allarme che avrebbe lanciato Giorgetti, come riporta Repubblica. Da qui, la necessità di intervenire, provando a raschiare il barile delle risorse. La proroga del taglio delle accise costa 500 milioni, ha spiegato Giorgetti. E le risorse «sono state recuperate da Ets a CO2 che non erano state utilizzate, avendo premura di non toccare quelle per il sollievo agli energivori». Il ministro ha poi spiegato che per «200 milioni c'è l'autocopertura dell'incremento Iva, per 300 milioni sono risorse recuperate dalle risorse Ets-CO2 che non erano state ancora utilizzate». Un intervento che «tampona la situazione fino al 1° maggio».
La misura, però, sarà difficile da replicare, come avrebbe fatto capire Giorgetti nel vertice di ieri. Durante il quale avrebbe posto l’accento anche su un altro tema caldo, ma sempre legato alla guerra: la questione dello sforamento del 3% del rapporto Deficit/Pil. Una strada, secondo l’esecutivo, che sarà quasi impossibile da evitare, visto il contesto internazionale. Una posizione confermata dallo stesso Giorgetti in conferenza stampa. Per il ministro, la deroga Ue sui vincoli di bilancio e al 3% del deficit «sarà inevitabile se la situazione non cambia». Lo scenario che descrive è chiaro: il tema della durata del conflitto in Medio Oriente «produrrà conseguenze sia sulla politica monetaria sia sulla politica fiscale». Il Governo, intanto, prova a destreggiarsi. Nel decreto approvato questa mattina è prevista anche l'estensione alle aziende agricole del credito d'imposta al 20% previsto in origine per il settore della pesca. Inoltre, il dl include un intervento su Simest per le imprese esportatrici e recepisce anche l'accordo con associazioni e categorie su Transizione 5.0.
Dopo il Cdm, sono arrivate immediatamente le prime reazioni. Per il Codacons, la proroga del taglio alle accise «non è sufficiente a riportare i listini dei carburanti a livelli accettabili». A causa dei continui rincari alla pompa il prezzo del gasolio «è tornato ai livelli precedenti la misura fiscale, e alla data odierna supera quota 2,1 euro al litro in ben 9 regioni italiane», spiega l'associazione. Che rimarca: A questi livelli dei listini, «l'effetto dello sconto è stato totalmente annullato». Per questo motivo, conclude il Codacons, «ci aspettavamo oggi dal Consiglio dei ministri non solo una proroga al taglio alle accise, ma un potenziamento dello sconto fiscale per riportare i prezzi del gasolio a livelli accettabili». Anche le opposizioni hanno alzato la voce. «Il governo Meloni è senza strategia energetica e porta l'Italia allo sbando e alla recessione economica», ha attaccato Angelo Bonelli (Avs). Sullo stesso registro Francesco Boccia, capogruppo del Pd al Senato: «Il Governo ha varato l'ennesimo decreto tampone sulle accise dei carburanti. Un'altra toppa che proroga di un mese le misure già adottate. Alla fine di questo mese cosa succederà?». Sull'onda della polemica anche il M5s. Secondo i parlamentari pentastellati delle Commissioni bilancio, finanze e attività produttive di Camera e Senato, «l'esecutivo è ai titoli di coda, da troppi anni insegue gli eventi senza governarli»
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