Pacchetto sicurezza, non ci sono solo i minori stranieri soli: ecco gli altri nodi

A Palazzo Chigi vertice di Governo per esaminare i testi (un ddl e un decreto legge). Condivisione sull'impianto, ma restano da definire diverse misure. Il Consiglio dei ministri potrebbe occuparsene non prima di fine gennaio.
January 20, 2026
Pacchetto sicurezza, non ci sono solo i minori stranieri soli: ecco gli altri nodi
I ministri Matteo Piantedosi e Matteo Salvini sui banchi del governo
Il labor limae sui contenuti delle singole norme proseguirà almeno fino alla prossima settimana, quando l’annunciato nuovo “pacchetto sicurezza” potrebbe andare al vaglio del Consiglio dei ministri. Intanto, ieri, fra i leader di maggioranza c’è stata una prima condivisione dei profili giuridici del duplice provvedimento disegnato dal Viminale (sotto forma di un disegno di legge di 40 articoli e di un decreto di altri 25, almeno stando alle ultime bozze circolate), che contiene giri di vite su furti e scippi, armi da taglio, immigrazione, ordine pubblico, oltre a ulteriori tutele per le forze di polizia. Al vertice, convocato a Palazzo Chigi dalla premier Giorgia Meloni e durato un paio d’ore, hanno preso parte i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani, i ministri di Interno, Giustizia e Difesa, Matteo Piantedosi, Carlo Nordio e Guido Crosetto e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. Prima della riunione, proprio Salvini aveva detto ai cronisti: «Il decreto sicurezza è in arrivo. Oggi non è all’ordine del giorno del Consiglio dei Ministri, ma penso che lo sarà la settimana prossima». Più facile, tuttavia, visti i nodi ancora da sciogliere, che l'orizzonte possa spostarsi più in là o comunque sovrapporsi a quello ipotizzato dal ministro Piantedosi, convinto che il pacchetto possa avere luce verde entro fine mese.
Obiettivi «condivisi»,
ma ritocchi ancora possibili
Al termine dell’incontro, fonti di maggioranza riferiscono di un clima pacato e aperto alla discussione, con la piena condivisione della necessità delle nuove norme. La riflessione si starebbe concentrando sulla possibilità di spostare alcune norme dal disegno di legge al decreto legge (in particolare il divieto di porto di coltelli con lame superiori a 5 centimetri e il divieto di venderli a minorenni, pensati per contenere la diffusione di armi da taglio fra i giovanissimi). Previste misure anti baby gang: «Per i reati connessi alla droga, si può sequestrare veicoli, smartphone, monopattini, patente per rendere più difficile il balordo mestiere dello spacciatore», argomenta Salvini. Mentre a sera, sul social X, Piantedosi cita un sondaggio dell’Istituto Noto secondo cui «7 italiani su 10 sono favorevoli alle nuove norme».
Il «clima costruttivo»
e l’insistenza del Carroccio
Se la riunione ha confermato l’impianto generale del pacchetto, non è detto, tuttavia, che le posizioni dei partiti siano totalmente concordi. La Lega continua a sollecitare misure in linea con la propria visione della sicurezza. Ad esempio, sgomberi più rapidi per gli immobili occupati e «la possibilità di istituire zone rosse a vigilanza rafforzata in modo più rapido» e « intervenire nei luoghi di degrado e spaccio». Ciò, secondo il Carroccio, potrebbe «favorire l’allontanamento di soggetti molesti, aggressivi e con precedenti in due modi: con ordine di allontanamento o di divieto di stazionamento».
Minori non accompagnati,
il nodo della stretta
Uno dei punti critici del pacchetto (oltre alle misure su manifestazioni, perquisizioni e fermi di polizia per 12 ore) riguarda una ventilata stretta sui minori stranieri non accompagnati, che la Lega caldeggia. «Oggi rimangono fino a 21 anni - incalza Salvini - e spesso hanno 21 anni come li ho io. Prevedere che chi commette un reato smetta di essere assistito a carico degli italiani, è una norma di buon senso». A chi gli chiede se sui contenuti possano giungere perplessità del Quirinale, il vicepremier ribatte: «I testi non ci sono ancora, come si fa a storcere il naso? Non riesco a prevederlo». Non è prevista alcuna super polizia dell’immigrazione come l’americana “Ice”, aggiunge. Mentre sui metal detector nelle scuole, annunciati dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, concorda: «Non servono in tutte le scuole ma in quelle a rischio». Le opposizioni bollano le misure come «un intervento ideologico e di pura propaganda che non produce maggiore sicurezza», per dirla col deputato dem Matteo Mauri, convinto che invece servano « risorse concrete per gli organici delle forze di polizia, progressivamente ridottisi, e il sostegno ai Comuni per politiche di prevenzione».

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