Mattarella difende l’Ue e la Nato: «Essenziali per equilibri globali»

Il capo dello Stato in visita a Praga sollecita l’Europa a una posizione comune di fronte alle crisi e ricorda il valore delle corti internazionali: «Gravissimo aggredirle, no alla forza per regolare le controversie»
April 10, 2026
Mattarella difende l’Ue e la Nato: «Essenziali per equilibri globali»
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella saluta il Presidente della Repubblica Ceca Petr Pavel al termine della visita ufficiale di ieri a Praga /Ansa
Una visita per rilanciare il multilateralismo, per ridare forza al diritto internazionale e attraverso esso, ad iniziative di pace eque e durature. Si chiude con una forte insistenza sul ruolo dell’Europa e della Nato, la visita di Sergio Mattarella nella Repubblica ceca. Il presidente della Repubblica, nei suoi incontri a Praga con i presidenti cechi di Camera e Senato, ha invitato a recuperare lo spirito del 2000 (quando ci fu l'ingresso dei paesi dell'Est Europa nella Nato e nell'Ue) facendo uso di «coraggio creativo». Più Europa quindi, ma non solo. «Il rapporto transatlantico deve rimanere saldo. La Nato è essenziale per garantire l'equilibrio del Sistema mondiale. Ed è utile a entrambi le sponde».
Il presidente non ha rinunciato, nonostante la copiosa nevicata, a una suggestiva passeggiata di primo mattino, accompagnato dalla figlia Laura, sul Ponte Carlo nel centro storico di Praga, tra applausi e l'inno d'Italia intonato da un gruppo di studenti siciliani in gita. «Grazie presidente», lo hanno acclamato i ragazzi. Un fuori programma gradito «Buona passeggiata sotto la neve e auguri», ha replicato Mattarella concedendo anche qualche selfie.
Un clima atmosferico del tutto diverso, rispetto a Roma, ma in sostanziale sintonia con la linea che Giorgia Meloni e Guido Crosetto hanno espresso in Parlamento in relazione ai conflitti in corso, specialmente quello in Iran. Linea peraltro concordata in seno al Consiglio supremo di Difesa – che, sotto l’egida del Quirinale, riunisce i ministri interessati e i vertici della Difesa – dopo che più di qualche freddezza era trapelata dal Colle per l’adesione, sia pur con il ruolo di “osservatore”, del nostro governo, (rappresentato dal ministro degli Esteri Antonio Tajani) al Board of peace, che in un colpo solo taglia fuori, dalle trattative di pace in Medio Oriente, la Nato, la Ue, e soprattutto l’Onu.
Europa che è stata tra i temi al centro della visita: «C'è un'esigenza che i Paesi europei dell'Unione siano uniti nelle posizioni e nelle iniziative. Per poter contribuire alla pace, offrire un contributo a risolvere problemi e conflitti così drammatici», ha ammonito Mattarella, fiducioso che, sia pur a fatica, si stia finalmente andando in questa direzione, auspicando «una concordia e una posizione comune. Si sta per molti aspetti costruendo in queste settimane e in questi giorni. Occorre che venga completato questo processo per avere una voce concorde tra i Paesi europei e poter così avanzare proposte autorevoli e credibili nell'ambito dello svolgimento di queste crisi drammatiche, che non riguardano soltanto i territori interessati, con i danni drammatici che vi sono per popolazioni e per territori, ma riguarda anche l'equilibrio mondiale, con le conseguenze che vi sono di turbamenti, disorientamenti e sconvolgimenti sotto vari aspetti», ha detto il presidente della Repubblica nella conferenza stampa dell’altra sera tenutasi dopo l'incontro con l'omologo della Repubblica Ceca Petr Pavel.
Un messaggio significativo anche quello che Mattarella ha lasciato, di suo pugno, sul libro degli ospiti: «I parlamenti sono il fondamentale baluardo della democrazia, cuore del costruttivo confronto tra le differenti istanze presenti nella società», ha lasciato scritto prima di incontrare il Segretario generale del Senato Radek Jiranek. «Ad essi – ha aggiunto – fanno affidamento i cittadini europei che, soprattutto in questo momento storico chiedono un futuro di pace e libertà, che i nostri Paesi possono contribuire a costruire insieme, anche grazie alla comune appartenenza all’Unione europea e all’Alleanza atlantica», ha insistito.
Ma Mattarella ha lanciato un monito importante anche sul ruolo delle corti internazionali, finite anch’esse sotto attacco. «È stato un vero salto di civiltà, quando sono state istituite – ha ricordato – per sanzionare le violazioni del diritto internazionale. È di estrema gravità che vengano aggredite. Dobbiamo evitare di tornare indietro nella storia dell'umanità quando le controversie si regolavano con la forza e non con il diritto. C'è un detto latino – ha concluso - che recita Amicus Plato sed magis amica veritas».
Nella visita, presso il Monastero di Strahov, per Mattarella c’è stato anche una parentesi artistica per assistere, insieme al Presidente ceco Pavel, al concerto dell'ensemble Armonia Europea, formato da giovani musicisti italiani e cechi, iniziativa proseguita nel pomeriggio con un concerto presso il conservatorio di Praga, prima del rientro, in serata, a Roma.

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