Mattarella: con la Corea visione comune, nessuna guerra conviene come la pace

Incontro al Quirinale col capo di Stato di Seul, Lee Jae Myung. Il presidente della Repubblica ha auspicato la completa riapertura dello Stretto di Hormuz: «Abbiamo un impegno comune per il multilateralismo»
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June 11, 2026
Mattarella: con la Corea visione comune, nessuna guerra conviene come la pace
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella / Ansa
Sergio Mattarella riceve il capo di Stato di Seul, Lee Jae Myung, e con lui condivide una visione comune per le regole internazionali e soprattutto entrambi fanno un forte richiamo alla pace che conviene più della guerra. Corea e Italia, infatti, hanno «una visione comune della vita internazionale che auspichiamo sempre collegata a regole rispettate e condivise che consentono alle popolazioni di guardare al futuro con serenità», ricorda infatti il nostro presidente della Repubblica, aggiungendo che il presidente Lee quando ha assunto il suo incarico «si è rivolto ai suoi concittadini argomentando che nonostante la pace costi così tanto, nessuna guerra è migliore della pace. Ha aggiunto, che una pace che non richiede combattimenti è la forma più sicura di sicurezza. Condivido queste parole, questi concetti, li condivido, vorrei sottoscriverli». Inoltre, prosegue Mattarella, per quanto riguarda la penisola coreana «auspichiamo la stabilizzazione nel rispetto di quanto disposto e indicato dalle Nazioni unite».
Con l’omologo Lee Jae Myung, spiega ancora il responsabile del Quirinale «abbiamo parlato del nostro comune impegno per il multilateralismo nella vita internazionale, nelle Nazioni Unite. Non a caso Corea e Italia sono impegnate nel peacekeeping, ampiamente. Lo siamo anche in Unifil, con una presenza coraggiosa che ha dato grandi contributi». I rapporti tra Corea e Italia insomma sono sempre più stretti, si sono consolidati anno per anno, in tanti settori, si basano anzitutto su «una profonda condivisione dei valori di riferimento: la democrazia, lo Stato di diritto, la legalità internazionale e anche si basano su una lettura convergente di quanto accade nel mondo – aggiunge Mattarella - Ne discendono sintonia politica e disponibilità a sviluppare commerci, collaborazioni economiche, sinergie nella difesa, nella ricerca scientifica e tecnologica, scambi culturali profondi tra i nostri Paesi e tra le società civili».
Altro punto del colloquio, a cui ha partecipato anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani, è stato anche la chiusura dello stretto di Hormuz e le conseguenze per il commercio internazionale. Entrambi auspicano «una completa definizione e l'apertura completa di quell'importante braccio di mare, anche per evitare che si consolidi il precedente di paesi rivieraschi che bloccano i passaggi marittimi più impegnativi e ristretti paralizzando l'intera rete internazionale a danno di tutte le popolazioni, anche a danno di chi provoca questi blocchi». Infine, Mattarella spiega che l’Italia è convinta che «sia necessario mantenere l'Indo Pacifico come spazio sicuro, aperto alla navigazione, aperto ai commerci come è interesse delle popolazioni di ogni parte».

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