Legge elettorale, preferenze e voto: perché il dialogo resta difficile

In due interviste il bilancio di una settimana complicata. Il capogruppo di FdI al Senato, Malan: «È la sinistra che si è schierata contro la possibilità di scegliere». Il senatore del Pd, Delrio: «Per la prima volta in 80 anni, con la cancellazione dei pochi collegi rimasti, il cittadino non avrebbe alcun potere nell'urna»
Google preferred source
July 19, 2026
Legge elettorale, preferenze e voto: perché il dialogo resta difficile
Malan (FdI): «Si chiuderà a settembre, vedremo se riprovarci»
Lucio Malan, capogruppo di FdI al Senato, la legge elettorale arriva a Palazzo Madama. Quando contate di approvarla? E si tornerà a parlare di preferenze?
Contiamo di incardinare il testo in Commissione martedì, ma mi sembra piuttosto chiaro che si chiuderà a settembre, dopo la pausa estiva. Sulle preferenze la posizione di Fratelli d’Italia è sempre stata chiara, volevamo introdurle. Farlo al Senato comporterebbe però un ulteriore passaggio alla Camera, quindi bisognerà valutare tutte le circostanze. Altrettanto chiara la posizione della sinistra che ha bocciato sia la versione “secca”, sia quella “mediata” proposta in seguito. Per cui, nonostante dica cose diverse, rileviamo che si è schierata contro le preferenze.
Dopo il voto alla Camera, il leader della Lega Matteo Salvini ha aperto a sorpresa sulle preferenze. C’è uno scambio in vista con l’autonomia, essendo state votate le prime intese in materia?
No, il lavoro sulle intese per l’autonomia va avanti da anni, soprattutto al Senato. E nulla ha a che fare con le preferenze, anche perché non potevamo certo sapere che l’emendamento alla Camera sarebbe stato bocciato per un voto.
Sono stati un caso politico anche la condanna definitiva e l’ingresso in carcere del gioielliere Mario Roggero. Dopo l’avvio dell’istruttoria del Guardasigilli Carlo Nordio, il Quirinale ha ricordato che spetta solo al capo dello Stato decidere sulla grazia. Cosa intendete fare ora?
Abbiamo annunciato una raccolta firme e lanciato un appello al ministro Nordio perché faccia la parte che gli spetta per quanto riguarda la grazia. Non sfugge a nessuno come la grazia sia nelle facoltà esclusive del presidente della Repubblica, tanto meno sfugge a Nordio che è stato 40 anni in magistratura ed è ministro da quattro anni. Ci sono però dei precedenti di grazie concesse senza che l’interessato lo chiedesse, per cui non c’è nulla di strano rispetto a quanto fatto da Nordio, fermo restando che la facoltà esclusiva resta nelle mani del presidente Mattarella.
Il caso Roggero ha riaperto il tema della sicurezza e della legittima difesa che Vannacci cavalca da quando ha fondato il suo partito. Anche visti i tanti decreti di questi mesi, sarà la sicurezza l’argomento di questo ultimo anno di legislatura?
Nel 2022, il primo provvedimento del Governo Meloni fu il “decreto rave”. E ha avuto pieno successo perché dopo non ci sono più stati rave abusivi, mentre resta naturalmente libera la possibilità di organizzare feste o raduni, rispettando le regole. Per cui non è certamente per le circostanze politiche di oggi che lavoriamo sulla sicurezza.
Esclude oggi che Vannacci possa entrare in coalizione al prossimo voto, soprattutto con la legge elettorale che proponete?
Dipende dall’adesione al programma e alle posizioni politiche ben precise che ha preso il Governo. Noi prendiamo atto che negli scorsi mesi i deputati di Futuro nazionale hanno votato contro il Governo e questo non è il modo migliore per dialogare.
Il centrodestra si è schierato contro Ranucci dopo gli ultimi sviluppi dell’inchiesta sull’attentato nei suoi confronti.
La vicenda Ranucci è molto incresciosa e in particolare lo è il fatto che Elly Schlein, segretaria del primo partito di opposizione, a suo tempo abbia collegato l’attentato a Ranucci con la presenza di un Governo di destra, peraltro in un contesto internazionale, senza che poi ci sia stata alcuna scusa. Non si capisce bene qual era il criterio per le spietate inchieste di Report, vista anche la vicinanza rivendicata con Valter Lavitola, persona non proprio specchiatissima.
Le indagini però continuano a riguardare solo Lavitola e altri soggetti.
Bisognerà vedere, però, se davvero Lavitola, come ipotizzato da alcuni, influenzava l’andamento delle inchieste di Report in virtù del rapporto con Ranucci.
Delrio (Pd): con l'emendamento bocciato, sarebbe rimasto immutato il potere delle segreterie
Graziano Delrio, senatore del Pd, il testo della legge elettorale appena trasmesso a Palazzo Madama. Il centrodestra sta provando a forzare i tempi, che ne pensa e cosa la preoccupa di più?
Credo che il Paese abbia bisogno di meno arroganza e più capacità di dialogo. La nostra democrazia vive una crisi profonda, l’astensionismo è altissimo e per sanare questa situazione la politica dovrebbe porsi il problema di come rafforzare il rapporto tra elettore ed eletto, che oggi è molto debole. Se viene approvata questa legge, per la prima volta in 80 anni il cittadino non avrà potere perché vengono cancellati anche i pochi collegi rimasti.
Le preferenze sarebbero una buona risposta?
Sì, o collegi uninominali molto piccoli: potrebbero cambiare la percezione dell'elettore di poter decidere chi lo rappresenta. Ma sulle preferenze alla Camera si è giocato in maniera falsa: il potere delle segreterie sarebbe rimasto immutato anche con l’emendamento bocciato.
E perché il Pd non ha presentato un suo testo?
Una scelta tattica. Si è voluto dimostrare che la maggioranza non c’era e ci siamo riusciti: il Governo è andato sotto. Tuttavia, credo che per chiarezza verso i cittadini dobbiamo rappresentare una nostra posizione. Spero che al Senato ci sia modo di farlo.
Cosa pensa dell’emendamento “anti-frammentazione”?
Mi sembra un modo per evitare l’eccessiva dispersione dei voti e la personalizzazione della politica. Non mi pare uno scandalo.
Il campo largo è pronto al voto?
Serve un percorso serio. Prima nel Pd e poi con gli altri partiti della coalizione. Il nostro partito non può permettersi proposte populiste, deve fare progetti di governo concreti. Non basta dire “Mandiamo a casa Meloni”, ci vogliono un sogno e una cornice.
Faccia un esempio concreto.
Penso a un grande pilastro di welfare universale per le famiglie, una sorta di “assegno unico” per i 4 milioni di persone non autosufficienti. Questo significa avere proposte di governo: spiegare dove si prendono i soldi e come si articolano le riforme. Saremo pronti quando sapremo spiegare 4-5 proposte che incidono davvero sulla coesione sociale.
E i movimenti al centro della coalizione?
Qualsiasi alchimia di laboratorio deve confrontarsi con le regole del gioco. Se le regole saranno queste, le avventure individuali di chi non raggiunge il 3% svaniranno. Ci sarà bisogno di una proposta unica aggregativa.
La scelta di Calenda di andare da solo ha senso?
Con questa legge saranno premiate le coalizioni. Spero che Calenda ci ripensi e aiuti a costruire l’alternativa nel centrosinistra.
Che opinione si è fatto del caso Roggero?
Bisogna rispettare rigorosamente la separazione dei poteri. I legislatori facciano i legislatori, il Governo si occupi di sicurezza e il presidente della Repubblica sia rispettato nelle sue prerogative. Rilevo gravi sgrammaticature e tentativi di forzatura verso il capo dello Stato. Serve sobrietà, parliamo di persone uccise e di una violenza subita da un imprenditore. La sicurezza è centrale per la coesione sociale, ma richiede prevenzione e repressione serie.
Il centrosinistra ha bisogno di recuperare terreno sulla sicurezza?
La sicurezza e l’immigrazione alimentano facilmente i partiti populisti perché si basano sulla paura. Noi dobbiamo trovare un linguaggio che si faccia capire dai cittadini, ricette giuste ed etiche, sapendo che ogni persona, immigrata o no, va rispettata e protetta. Il Governo ha fallito: se fai così tanti decreti sicurezza significa che non hai un quadro organico. Ad esempio serve una riforma sostanziale della Bossi-Fini. Tanti irregolari dimostrano che non si riesce ad entrare regolarmente in Italia per lavorare onestamente.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Google Discover Seguici anche su Google Discover di Avvenire