Bocche cucite e defezioni: tutti i malumori della Lega. E slitta ancora il Consiglio federale

La pattuglia dei governatori invoca una riorganizzazione e dai territori cresce il malcontento assieme alla richiesta di spazio in vista del voto del 2027. Giallo sugli striscioni per Zaia segretario
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June 17, 2026
Matteo Salvini, Luca Zaia, e Attilio Fontana in una immagine di archivio / ANSA
Matteo Salvini, Luca Zaia, e Attilio Fontana in una immagine di archivio / ANSA
Il Consiglio federale della Lega, il secondo nel giro di una settimana, slitta a data da destinarsi. Ma nessuno a Montecitorio sembra avere voglia di parlarne. Il passaggio è troppo delicato e l’ordine di scuderia è perentorio: bocche cucite fino a nuova convocazione. D’altro canto non ci vuole un genio per capire il perché: non c’è ancora un accordo su come riorganizzare il partito a favore dell’ala nordista. Anche se tutti sanno che Matteo Salvini dovrà concedere qualcosa. L’esercito di consiglieri regionali e amministratori sui territori borbotta e l’eco del malcontento risuona fino a Roma, ogni giorno più forte. «Della Lega non parlo», risponde seccamente Andrea Crippa in Transatlantico. E come lui tutti gli altri deputati. Tuttavia, fonti vicine al partito sembrano più disposte a un chiarimento. Spiegano che nessuno, anche nella cordata dei territori, vuole archiviare la stagione nazionale che tanta fortuna ha portato al Carroccio. Men che meno si vuole cacciare il vicepremier dal suo posto di segretario. Ma un riassetto in direzione delle origini sarebbe gradito. «Zaia vicesegretario può essere una soluzione interessante», dicono. E c’è addirittura chi pensa che l’impegno di Salvini al ministero dei Trasporti sia «troppo gravoso» e gli impedisca di occuparsi del partito come si deve. In ogni caso l’importante è fare presto «perché tra un anno si vota» e i numeri dell’ultima tornata di amministrative parlano chiaro: al Nord ci sono ancora leghisti in grado di garantire risultati e vogliono sapere che ruolo avranno nell’assetto elettorale che il segretario intende schierare nel 2027. Altra condizione che l’ala territoriale avrebbe posto è il coinvolgimento dei governatori: «Non basta nominare qualcuno vicesegretario – dice un big del partito ad Avvenire – serve che i presidenti di regione abbiano spazio programmatico e voce in capitolo sulla linea politica del movimento».
Tornando al federale slittato, è Attilio Fontana a chiarire che la fumata nera non è un passo falso, ma il segnale di un lavorio sottotraccia che prosegue. Su Zaia vicesegretario, il governatore lombardo non si sbilancia («vedremo»), ma è fiducioso sul fatto che il riassetto arriverà comunque: «Se non questa volta, ci troveremo nei prossimi giorni o nelle prossime settimane, abbiamo l'appuntamento del 4 e 5 luglio e in quella occasione ascolteremo». Il riferimento è al ritiro a porte chiuse convocato da Salvini a Mogliano, nel Trevigiano. Insomma, ufficialmente non c’è nessun problema, solo questioni organizzative da mettere in chiaro. Succede però che a Venezia (notizia di ieri), al primo Consiglio comunale dall'insediamento del nuovo sindaco, Simone Venturini, gli unici due consiglieri della Lega, Monica Poli e Giovanni Giusto, appartenenti alla maggioranza di centrodestra, comunicano il proprio passaggio al gruppo misto. Mentre a Brescia compare uno striscione piuttosto eloquente: «Grazie Matteo. Ma... Zaia segretario ora». La stessa scritta comparsa a Milano e nel Polesine nei giorni scorsi. Argomento di cui si sarebbe parlato anche nel direttivo lombardo (sempre lunedì). Nel corso del quale qualcuno ha accusato l’ex leghista Paolo Grimoldi, fondatore del Patto per il Nord di cui ora è a capo. Lui nega tutto, ma trova anche il tempo di argomentare sul fatto che la sua formazione sia l’unica in grado di arginare il travaso di voti dalla Lega verso Futuro Nazionale di Roberto Vannacci.

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