Le (due) tegole giudiziarie su Vannacci: ecco di cosa si sta discutendo

Accertamenti della procura militare sulla adesione di militari a Futuro nazionale. E un esposto al tribunale ordinario per il programma che non rispetterebbe i valori costituzionali. Il generale accusa i giornali e si prepara al Forum Ambrosetti, da cui si sfila anche la premier
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September 3, 2026
Le (due) tegole giudiziarie su Vannacci: ecco di cosa si sta discutendo
Roberto Vannacci / REUTERS/Remo Casilli/File Photo
Assieme ai sondaggi crescono le grane e su Roberto Vannacci piovono le prime tegole giudiziarie. La procura militare di Roma ha disposto “accertamenti preliminari” dopo un esposto del Sindacato dei militari per la presunta adesione di alcuni membri delle Forze Armate a Futuro nazionale. La stessa associazione che il 28 agosto aveva presentato anche un altro esposto, alla Procura capitolina ordinaria, per sollecitare verifiche sulla possibilità che il programma di FnV prefiguri il reato di ricostituzione del Partito nazionale fascista. Il tutto mentre l’ex generale prepara il debutto al Forum di Cernobbio e Giorgia Meloni segue Carlo Calenda, facendo filtrare che non sarà all’assise degli industriali sul lago di Como. Senza contare il duello a distanza ingaggiato da Vannacci con il Financial Times, “colpevole” di aver rilanciato le ipotesi di alcuni analisti sull’ex generale come «cavallo di Troia di Mosca in Italia».
In merito agli accertamenti della Procura militare, come detto, tutto nasce dall’esposto del Sindacato dei militari, sigla non iscritta all’albo ministeriale della Difesa delle associazioni professionali a carattere sindacale, ma comunque operante in piena legittimità come associazione autonoma di diritto. «La denuncia riguarda due soggetti con incarichi di coordinamento locale nel movimento di Vannacci – spiega ad Avvenire il legale dell’associazione Massimiliano Strampelli –. Soggetti che ricoprono ruoli all’interno di un sindacato militare iscritto nell’albo dedicato del ministero della Difesa. Per questo chiediamo un rigoroso accertamento, affinché sia scongiurato il rischio che la loro carica sindacale possa essere sfruttata strumentalmente per finalità politiche». Uno dei due militari, Luigi Avveduto, sottufficiale e segretario del sindacato Sim (sigla legata ai Carabinieri), è uscito allo scoperto respingendo le accuse: «Apprendo in questo momento che il mio nome è contenuto nell'esposto presentato alla Procura militare. Ho il ruolo di consigliere al VII municipio di Roma, sono un sindacalista dell'Arma dei Carabinieri e pur aderendo a FnV non ho alcun ruolo nel partito. Non intendo rilasciare interviste ma l'unica cosa che posso dire è che ho sempre provato a non mischiare i ruoli. Per me l'Arma è sacra». Di fatto, sarà la Procura militare a chiarire se le cose stanno davvero così. Al momento si è limitata a far sapere che non ci sono indagati in FnV. Ma nelle prossime ore l'associazione potrebbe presentare un'integrazione all'esposto con nuovi nomi di rappresentanti sindacali militari aderenti ai comitati vannacciani. 
L’altro tema è l’esposto alla Procura ordinaria. In questo caso non ci sono ancora stati sviluppi, ma Strampelli ha le idee chiare: «Il problema nasce dal programma di FnV. Mi pare chiaro che quel programma non rientri nell’alveo dei valori costituzionali. Alcune affermazioni stridono, a dir poco, con i nostri valori fondanti. L’aver prestato giuramento, non all’Italia, ma alle istituzioni repubblicane e alla Costituzione, rende l’adesione di un militare a questo tipo di idee, e un eventuale suo ruolo nella diffusione delle stesse, del tutto inaccettabile».
Sulla prima denuncia è arrivato il commento dello stesso avvocato del generale, Giorgio Carta, spiegando che «nei fatti descritti non è ravvisabile alcuna fattispecie di reato, né comune né militare» e che «l'eventuale questione potrebbe, al più, essere posta sul piano disciplinare». Sull’esposto alla Procura ordinaria ci ha invece pensato lo stesso generale a rispondere: «Ma ancora credete ai giornali e a quattro politicanti e scribacchini livorosi?». Vannacci comunque non sembra turbato. Oggi ha replicato con la solita baldanza a un articolo del Financial Times cogliendo l’occasione per presentarsi ai suoi elettori come il nemico dei poteri forti. In realtà il pezzo si limitava a rilanciare i sospetti di alcuni analisti secondo i quali «dietro la crescita di Vannacci potrebbe esserci l’influenza russa», oltre a citare un paper dell’European Council on Foreign Relations, che definisce l’ex generale «un cavallo di Troia dell’influenza russa in Italia». «Grandi titoloni sulle possibili e potenziali influenze russe sulle elezioni italiane – ha scandito in un video il leader di FnV – ma, guarda caso, nessuno si preoccupa di quelle già presenti sulle elezioni italiane da parte del Financial Times e di tantissime altre testate manovrate dalla finanza internazionale».
Intanto, dopo Carlo Calenda, fonti vicine a Palazzo Chigi fanno sapere che la premier non parteciperà al Forum Ambrosetti. Nel senso che non invierà neanche il previsto videomessaggio per l’apertura. Scelta singolare, proprio perché si tratta di un videomessaggio, che quindi non richiede un cospicuo impiego di tempo. Anche l’anno scorso Meloni ha saltato Cernobbio, e oggi è il giorno della kermesse a Bari sul record di durata del Governo, ma non è temerario pensare che la sua assenza sia collegata alla presenza di Vannacci.

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