Fontana “commissaria” Salvini: la Lega è crollata e serve una svolta

Affondo del governatore della Lombardia che chiede un rinnovamento vero. E agita l'ipotesi di un cambio di leadership: nessuna soluzione va esclusa a priori
Google preferred source
August 17, 2026
Fontana “commissaria” Salvini: la Lega è crollata e serve una svolta
Attilio Fontana e Matteo Salvini
L'obiettivo è sempre più chiaro: cambiare una Lega che non gira più. Anche a costo di sostituire Matteo Salvini. Tocca al governatore della Lombardia aprire davvero la questione.  Serve un passo indietro del Comandante? Fontana affonda il colpo: «Nessuna soluzione va esclusa a priori. La Lega non teme il rinnovamento. Chiediamo di rivedere in modo sostenibile ed effettivo l'impostazione del nostro partito, per valorizzare i suoi stessi asset. Perché ce n'è un gran bisogno ora». Siamo alla resa dei conti. Al chiarimento decisivo. Salvini solo una manciata di giorni fa, sotto il palco del Caffè della Versiliana, a Marina di Pietrasanta, aveva provato a sfidare i ribelli. «Ben vengano le riflessioni ma la Lega è il partito del Nord, del Centro, del Sud. Se ci sono alcune persone che la pensano in maniera diversa, viva la democrazia. Però non è il partito. Il partito è qua oggi». Insomma per Salvini la Lega è una sola e chi non è d'accordo non la rappresenta. Ecco la sfida ai dirigenti lombardi. A chi mette Salvini sul banco degli imputati. A chi ripete che la sua leadership sia poco credibile, scarsamente strategica e troppo debole. Lo scontro è reale. Salvini paga il crollo elettorale della lega. Paga la fuoriuscita del generale Roberto Vannacci, ex vicesegretario leghista che ha fondato il suo partito Futuro Nazionale togliendo voti proprio a Salvini che gli aveva aperto le porte. I "ribelli" gli chiede di farsi da parte. Lui non ci sta. Respinge l'ipotesi dimissioni ma si è dice disponibile all’ipotesi di formare una sorta di direzione collegiale che lo potrebbe affiancare senza sostituirlo. Sono ore di contatti privati e di trattative sotto traccia. Già lo scorso giugno Salvini aveva creato una «cabina di regia», cioè un gruppo di lavoro al quale avevano partecipato presidenti leghisti di diverse regioni, sindaci e ministri con lo scopo di affrontare questioni territoriali di interesse nazionale. Ma l'esperimento non ha portato risultati. E allora ecco Fontana. Che mette nero su bianco il fastidio di un gruppo di classe dirigente. «Non solo in Lombardia ma in tutto il Nord, ascoltano i cittadini e segnalano un malessere.... Nel direttivo, con il segretario Massimiliano Romeo, abbiamo dato voce a questo malessere e alle esigenze di amministratori e cittadini, proponendo valutazioni politiche a partire da un dato di fatto: siamo passati dal 34 al 5 per cento dei voti...». Ora ricucire non sarà semplice. Per Fontana il «rilancio della Lega è una condizione prioritaria per l'intera coalizione di centrodestra». E per questo, insieme ad altri, «stiamo lavorando a un'associazione», che sia «larga e aperta» e dunque capace di «aprire uno spazio di confronto per la ricerca di soluzioni utili a tutti». Poi ancora una domanda: nella Lega si sta seguendo da vicino quanto accade al centro, per esempio con il dialogo tra Forza Italia e Azione? Fontana: «No, credo che semmai dovrebbero essere gli altri a seguire cosa facciamo noi».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Google Discover Seguici anche su Google Discover di Avvenire