L'appello del Papa: basta violenze contro i civili palestinesi in Cisgiordania

Al termine dell'Angelus di domenica 16 agosto, Leone XIV torna a chiedere l'impegno urgente della comunità internazionale per «la soluzione a due Stati», via ad «una pace giusta e duratura». All'Angelus dell'Assunta la preghiera per la Terra Santa, i popoli ucraino e russo e per i cristiani perseguitati
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August 17, 2026
L'appello del Papa: basta violenze contro i civili palestinesi in Cisgiordania
Leone XIV guida la preghiera dell'Angelus, domenica 16 agosto a Castel Gandolfo / Ansa
«Rinnovo il mio appello affinché cessino le ripetute violenze contro la popolazione civile palestinese in Cisgiordania e chiedo con urgenza alla comunità internazionale di fare in modo che progredisca la soluzione a due Stati, per una pace giusta e duratura». Leone XIV torna a parlare della Terra Santa e del Medio Oriente. E lo fa con parole forti e chiare come quelle offerte dopo l’Angelus recitato domenica 16 agosto a Castel Gandolfo. Parole accolte dall’applauso dei fedeli convenuti in piazza della Libertà per la preghiera mariana di mezzogiorno. E che si pongono nella scia dell’invocazione elevata dopo l’Angelus del giorno precedente, sabato 15 agosto, sempre da Castel Gandolfo.
«Maria Santissima, assunta nella gloria del cielo, è per tutto il popolo di Dio segno di speranza e di consolazione. Per questo oggi desidero invocare la sua materna intercessione a nome di quelle comunità che hanno particolarmente bisogno di essere consolate e di continuare a sperare. Penso ai fratelli e alle sorelle della Terra Santa, che è per eccellenza anche la Terra di Maria. Penso al popolo ucraino e al popolo russo, entrambi legati da filiale devozione alla Santa Madre di Dio. Penso ai cristiani che soffrono discriminazione o addirittura persecuzione», aveva detto il Pontefice dopo la Messa presieduta nella parrocchia di San Tommaso da Villanova nella solennità dell’Assunta. Messa durante la quale, in omelia, aveva ricordato come «la glorificazione di Maria in anima e corpo ci insegna che la nostra vera bellezza non consiste nel nascondere i segni del tempo che passa, ma nel mostrare impressi anche nella nostra carne i segni dell’amore che non ha fine».
Non era mancato – sempre all’Angelus di sabato 15 agosto – un pensiero rivolto alla Colombia colpita nei giorni scorsi da un violento terremoto che ha provocato centinaia di vittime e migliaia di feriti. «Continuo a pregare in questi giorni per le popolazioni colombiane che soffrono a causa del terremoto», ha detto il Papa, richiamando questo tragico scenario alla sollecitudine orante e alla solidarietà dei fedeli. «Mi unisco a queste comunità e a tutte quelle che vivono in contesti difficili, e insieme con loro invoco: “Santa Maria, prega per noi!”».
Leone XIV non si stanca, dunque, di dare voce alle sofferenze dei popoli e alla loro sete di giustizia e di pace. Lo ha fatto – torniamo all’Angelus di domenica 16 agosto – commentando il passo del Vangelo offerto dalla liturgia. «Dalla donna cananea» che con ostinazione chiede a Gesù la guarigione della figlia, «impariamo l’umiltà e la determinazione. Grazie alla sua fede, impariamo che la tavola di Dio è preparata per tutti e che a nessuno sono riservate le briciole (cfr vv. 26-27), perché ciascuno, presso il Padre, ha il proprio posto. Alla luce di questa fede diventano insopportabili le diseguaglianze, le discriminazioni, le barriere che calpestano la dignità di troppi figli e figlie di Dio. Cari fratelli e sorelle – ha aggiunto il Papa –: siamo Chiesa di Gesù Cristo in un mondo tormentato, un mondo che cerca pace. A Maria, nostra Madre, chiediamo di intercedere per noi. “Dalle sue labbra sgorga l’inno più forte e innovatore che sia mai stato pronunciato, il Magnificat” (Magnifica humanitas, 244): è il canto di chi vede ormai la realtà con lo sguardo di Dio e per questo non perde la speranza e opera nella carità».
In un mondo ferito da crisi, conflitti e odio non mancano, tuttavia, semi di speranza da coltivare. Sempre dopo l’Angelus di domenica, il Papa ha ricordato come «questa settimana avranno inizio i Giochi del Mediterraneo, che si svolgeranno a Taranto. Essi coinvolgeranno diversi Paesi di Africa, Asia ed Europa che appartengono all’area mediterranea. Auguro che tale evento sportivo – ha auspicato il Pontefice – sia una profezia di pace e di fratellanza tra i popoli di questa regione e del mondo intero».

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