Restiamo umani, perché tornarci non è da tutti

Possiamo salvare quelli che sono in mezzo ai "mali" in burrasca, con "cattiva" pace di chi dice che la "buona" non esiste: bastano "amori collaterali", non "vittime"
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October 1, 2026
Restiamo umani, perché tornarci non è da tutti
Alessandro Bergonzoni posa per i fotografi durante il photocall con gli ospiti della serata evento "#ioleggoperchè", Milano, 23 aprile 2015. ANSA/FLAVIO LO SCALZO
Tornare umani? O restarlo? Per tornare umani bisognerebbe esserlo stati almeno una volta (e ci sono stati e uomini che non lo son mai stati). Non posso tornare in India, se mai ci sono andato…
Vangelo Talmud Corano Costituzioni, Codice penale e civile, corte internazionale dei diritti “umani” (o morte dei diritti umani per la vita dei delitti troppo umani?)…
Nel tarzaniano “cita cita cita”, di chi pesca frasi e pensieri tra i classici della storia della politica della letteratura dell’arte del cinema dello sport, siamo, con rispetto, al colmo dei riferimenti: San Francesco Sant’Agostino Sciascia Berlinguer Ravasi Ovidio Socrate Martini Ulisse Fallaci Dante Maradona Guccini Collodi Don Milani Kennedy Jung Platone…
Le “esimie riserve scelte”, scendono in campo quando i giocatori sono espulsi o peggio si autoespellono o non giocano più come potrebbero, vorrebbero, dovrebbero, saprebbero. Perché, noi, siamo dei poveri umani … Basta questa scusa alibi o giustificazione? Quale è l’amorale della favola?
A quando una bella transizione spiritual coscienzial artistico poetica? A quando una sana e lucida immedesimazione mundi? Diventare sovrumani, quando se non ora, se questa è ancora l’ora, e noi ancora qualcuno?
Umani, piccoli, ominimi… C’è una persona che potrebbe fermare tutte le guerre? Si. Ma ora ci sono solo “uomini”, vedo pochissime persone, tanto meno esseri, e non parliamo di anime...
L’uomo è andato a male, siamo (alla) frutta.
Vedo solo politici amministratori governanti e governatori, partiti, apogeopolitici, psicanalisti, parolieri, musichieri, faccendieri, cantiere e cantieri, giornalieri scandalieri, direttori, divulgatori porta a porta, oratori, conduttori (il migliore? Il Rame).
Non bastano più, o ancora Presidenti della Repubblica, umanissimi, si, saggi e terzi, che tentano di fare anche il nostro dovere, innato, dicendo quel che semplicemente , non è più o ancora in natura: la nostra natura sovrumana.
Appunto siamo “ frutti colti cotti” da asporto, ci si specchia, pavoni, nei social, nelle televisioni, con lezioni di rieducazione civile, senza diventare mai nulla d’altro, se non continuamente la propria ostentata e limitata biografia.
Perché non imparare e diventare, per esempio, quei medici che, in maniera sacrosanta, non vogliono né possono permettere tortura nei Cpr nelle carceri della vendetta, mai della giustizia vera (riparativa, affettiva, viva); vengono ispezionati fin nelle intenzioni, messi in liste di proscrizione e accusati di complotto molesto all’amore e al bene, da salvare sempre e comunque se si fa il mestiere più bello del mondo: curare, anche se non si può sempre guarire. L’umano, disumano inumano sub umano, è ormai o già, insufficiente. Proviamo a diventare sia altro che l’altro, da noi. Anche artisticamente, perché no? E poeticamente? Mai? Proviamo a rispondere con le rime.
Potrebbero diventare queste le famose (questioni) primarie.
Nessuno slogan, nessun proclama.
Prima i programmi? Purché non siano quelli televisivi o di partito, che son tutto un programma: lo stesso “umano”.
Salviamola ’sta terra, ma dagli umani.
Invece di scervellarsi soltanto su pro e contro dell’IA, sul chi l’ha inventata sul perché e sul come.
UA: Umani Artificiali?
SI: Sovrumanitá Infinita? Scegliamo.
Amor che latiti, interromperemo noi, se sovrumani, la tua latitanza (di cui siam complici conniventi).
Possiamo salvare tutti quelli che sono in mezzo ai mali in burrasca, con cattiva pace di chi dice che la buona non esiste: bastano amori collaterali non vittime.
Ho fatto questo popó di “panegirico”, anche per poter spiegare a bambini che muoiono ancora di fame, che almeno stiamo provando a fare l’impossibile per loro. Laddove la battaglia non è fatta tra soldati e opposte forze belliche, ma contro inermi, come a Gaza per esempio. Bambini che sentono odore di uomo marcio. Magari fossero cannibali, proverebbero ormai pure a mangiarlo…
Ma i cannibali sono altri, umani o meccanici, atomici nucleari o digitali, che droneggiano ferali o mortali.
Non voglio appartenere al politicamente “coretto”, che se la canta e se la suona, in questo film dove ci sono soprattutto milioni di scomparse, mentre noi crediamo di essere i protagonisti principali più popolari e famosi delle (o)scene o scenette internazionali.
Cosa possiamo fare? Tutto! C’è poco da fare? C’è tutto da fare! Purché? Purché mai più solo e sempre umani.
Chat Gpt? Umanamente siamo tutti vincitori (e chi vince non sa cosa perde), del più grande CDC: Concorso DI Colpa del Pianeta.

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