Il cardinale Zuppi visita in Russia i prigionieri di guerra ucraini e rilancia lo scambio dei detenuti

di Giacomo Gambassi, Roma
Nella terza missione a Mosca l'inviato del Papa entra in un campo di detenzione e dialoga con i catturati dall'esercito russo. Tre giornate di colloqui con le autorità su rimpatri, dispersi, minori e crisi umanitaria nella città assediata di Oleshky
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September 30, 2026
Il cardinale Zuppi visita in Russia i prigionieri di guerra ucraini e rilancia lo scambio dei detenuti
Il cardinale Matteo Zuppi durante uno dei colloqui con le autorità russe durante la sua missione di tre giorni a Mosca / Commissaria russa per i diritti dell'infanzia
Era uno degli scopi della missione a Mosca: visitare un campo di detenzione dei prigionieri di guerra ucraini e dialogare con loro. Il cardinale Matteo Zuppi ci è entrato davvero. Una visita avvenuta martedì, nel suo secondo giorno di presenza nella Federazione russa, e frutto del dialogo fra l’inviato del Papa e le autorità del Cremlino che, spiega un comunicato del ministero degli Esteri, hanno acconsentito a una «richiesta del Vaticano». «È stato un incontro molto importante», racconta lo stesso Zuppi. Come era accaduto in Ucraina a luglio quando intorno a Leopoli aveva varcato i portoni blindati di una colonia penale con i detenuti dell’esercito russo, il cardinale ha voluto «portare la vicinanza di Leone XIV» nella struttura russa a chi è stato catturato sui campi di battaglia, sottolinea l’arcivescovo di Bologna. E poi «la speranza che tutti possano tornare a casa». Zuppi spiega anche di aver «potuto parlare personalmente con alcuni di loro per verificare le condizioni» di reclusione. E aggiunge che «abbiamo trovato tanto desiderio di riabbracciare i propri cari: auspico, quindi, che questa visita possa incentivare lo scambio dei prigionieri e avere un ulteriore sviluppo». 
Tre giorni a Mosca per il presidente della Cei che si concludono questa sera. Ad accompagnarlo il nunzio apostolico, l’arcivescovo Giovanni d’Aniello. Terza missione nella Federazione russa dall’inizio della guerra in Ucraina e della sua missione di pace nel segno della diplomazia umanitaria voluta da papa Francesco nel 2023  e confermata da Leone XIV. Un’iniziativa per favorire vie di incontro fra i due Paesi partendo da chi soffre e alimentare un canale di dialogo fra Kiev e Mosca, anche attraverso la segreteria di Stato e la rete delle nunziature, da cui in tre anni sono passati migliaia di nomi di prigionieri di guerra, di bambini, di dispersi di entrambi i Paesi. Tutti temi entrati nei colloqui istituzionali che Zuppi ha avuto nella capitale.
Il cardinale Matteo Zuppi a Mosca durante il colloquio con la commissaria per i diritti umani della Federazione russa, Yana Lantratova / Commissaria per i diritti umani della Federazione russa
Il cardinale Matteo Zuppi a Mosca durante il colloquio con la commissaria per i diritti umani della Federazione russa, Yana Lantratova / Commissaria per i diritti umani della Federazione russa
Il primo – e più “politico” – con l’influente Yuri Viktorovich Ushakov, principale consigliere e assistente del presidente Vladimir Putin per la politica estera. Due ore di confronto su cinque dossier. Anzitutto, lo scambio dei prigionieri militari: questione cara ai vertici di entrambi gli Stati che ha visto Zuppi e le nunziature far arrivare nelle capitali elenchi forniti da Kiev o Mosca e concorrere al rilascio. Poi lo scambio dei civili: l’aveva sollecitato l’Ucraina, visto il numero dei “non soldati” catturati di gran lunga più elevato fra le fila ucraine rispetto a quelle russe, ma è anche un caso all’attenzione di Mosca per i civili russi sfollati dai militari di Kiev durante l’offensiva militare ucraina nella regione russa di Kursk. Ancora: la «ricerca di persone scomparse», fa sapere il ministero degli Esteri. Quarto filone: i ricongiungimenti familiari e il “fascicolo” minori, in base alle parole di Mosca, ossia quello dei bambini finiti (o trasferiti) per la guerra nei territori dell’altro Paese. Infine, la crisi umanitaria che si sta consumando in una località lungo la linea di combattimento: quella di Oleshky, la città della regione di Kherson sulla riva del fiume Dnepr occupata dai russi e sotto il fuoco incrociato dei due eserciti dove gli abitanti sono allo stremo. Secondo la versione di Mosca riferita al cardinale, «la popolazione civile è stata presa in ostaggio» dai soldati di Kiev che stanno «bloccando qualsiasi tentativo di consegnare cibo e medicine o evacuare i civili rimasti». Da parte di Zuppi, è giunta la richiesta di un corridoio umanitario per permetterne l’uscita. «Serve valutare tutte le soluzioni possibili – afferma l’inviato del Papa – così da aiutare il più possibile a mettere in sicurezza tutti, in particolare i bambini».
Il cardinale Matteo Zuppi a Mosca con la commissaria per i diritti umani della Federazione russa, Yana Lantratova / Commissaria per i diritti umani della Federazione russa
Il cardinale Matteo Zuppi a Mosca con la commissaria per i diritti umani della Federazione russa, Yana Lantratova / Commissaria per i diritti umani della Federazione russa
Articolato anche l’incontro di Zuppi con la nuova commissaria per i diritti umani della Federazione russa, Yana Lantratova, in carica dallo scorso maggio. Al centro la liberazione dei prigionieri che, sottolinea il cardinale, passa anche dalla valutazione di «tutte le diverse situazioni che richiedono scambi di informazioni, alcuni dei quali si realizzano direttamente tra le parti, mentre altri vedono l’apporto dei canali della Santa Sede». Lantratova ringrazia in una nota il presidente della Cei «per il suo approccio costruttivo» e conferma che c’è un «dialogo diretto con il difensore civico ucraino in merito a questa e ad altre questioni». Segno di una linea diretta fra le due capitali, almeno sul versante umanitario, che viene sostenuta dall’impegno vaticano. «Inoltre – prosegue la commissaria – abbiamo affrontato in modo specifico la questione del rimpatrio dei civili.  Dietro ogni questione di questo tipo vi sono persone reali che necessitano del nostro aiuto». 
Il cardinale Matteo Zuppi a Mosca con la commissaria russa per i diritti dell'infanzia, Maria Lvova-Belova / Commissaria russa per i diritti dell'infanzia
Il cardinale Matteo Zuppi a Mosca con la commissaria russa per i diritti dell'infanzia, Maria Lvova-Belova / Commissaria russa per i diritti dell'infanzia
Un “grazie” al cardinale arriva anche dalla commissaria russa per i diritti dell'infanzia, Maria Lvova-Belova, sia «per l’attenzione rivolta», sia «per la disponibilità a proseguire il dialogo», dichiara dopo il colloquio. E fa sapere: «Uno dei temi chiave è stato il ricongiungimento familiare, un compito che stiamo svolgendo su mandato del presidente Putin». Poi fornisce alcuni dati: «Negli ultimi quattro anni, con la nostra assistenza, 32 bambini appartenenti a 24 famiglie si sono ricongiunti ai propri cari in Russia, mentre altri 145 bambini di 118 famiglie hanno ritrovato i propri familiari in Ucraina e in paesi terzi. Agiamo sulla base di tutte le informazioni che riceviamo». Ed è Zuppi stesso a osservare: «Anche in questo caso è necessario rafforzare la comunicazione per assicurare che i ragazzi possano tornare in famiglia». Lvova-Belova ricorda la «situazione dei bambini nelle regioni soggette ad attacchi» e condanna «il reclutamento di adolescenti via internet» che è «motivo di particolare preoccupazione».
Il cardinale Matteo Zuppi a Mosca durante il colloquio con la commissaria russa per i diritti dell'infanzia, Maria Lvova-Belova / Commissaria russa per i diritti dell'infanzia
Il cardinale Matteo Zuppi a Mosca durante il colloquio con la commissaria russa per i diritti dell'infanzia, Maria Lvova-Belova / Commissaria russa per i diritti dell'infanzia
Ciò che emerge dai resoconti di Mosca sulle tre giornate del cardinale è il fatto che nelle discussioni siano entrate anche «le prospettive per la soluzione» del conflitto. Come a dire che la diplomazia umanitaria vaticana può contribuire ad avvicinare le parti. E poi, tiene a precisare il ministero degli Esteri, la visita conferma «la natura costruttiva e regolare» delle relazioni fra Santa Sede e Russia.

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