Effetto-guerra sul governo, allo studio le prime misure. In campo anche il Quirinale

Martedì il Consiglio dei ministri: previsto l’intervento per le «accise mobili» della benzina, ma i risparmi saranno contenuti. Il ministro dell’Economia, Giorgetti, ora si affida a Bruxelles: «Misure europee come nel 2022»
March 9, 2026
Effetto-guerra sul governo, allo studio le prime misure. In campo anche il Quirinale
Il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, oggi a Bruxelles con il collega belga Vincent Van Peteghem / Epa, Ansa
Il fatto che Giorgia Meloni «non condivida né condanni» l’attacco all’Iran di Israele e Stati Uniti non significa che non si stia muovendo. Tanto più che la posizione pilatesca assunta domenica sera dovrà reggere al fuoco delle opposizioni almeno fino al prossimo Consiglio europeo (il 19 marzo prossimo). Quindi meglio avere qualche carta da giocare già in occasione delle comunicazioni delle Camere di domani. Una, molto probabilmente, sarà l’attivazione delle accise mobili, che potrebbe arrivare già nel Cdm di martedì. E un’altra il contributo italiano alla difesa militare degli alleati del Golfo, che però sarà deciso in accordo con la Nato e di sicuro discusso venerdì al consiglio supremo di Difesa, convocato lunedì dal capo dello Stato Sergio Mattarella. Ovviamente il centrosinistra continuerà in ogni caso a tartassare la premier, almeno finché l’Europa non partorirà una strategia unitaria che fornisca a Palazzo Chigi un ombrello per le future mosse nel conflitto.
Il nodo accise mobili
Il pressing sulle accise mobili, oltre che dalle opposizioni, arriva anche dalle associazioni dei consumatori. Il Codacons chiede un taglio immediato di 15 centesimi. L’Unione nazionale consumatori di 10, l’Adoc di 20, ma è difficile prevedere l’importo su cui si orienterà il Governo. Il meccanismo, introdotto nel 2007 dall’esecutivo Prodi e modificato dall’attuale nel 2023, prevede la possibilità di utilizzare l’extragettito Iva conseguente all’aumento del costo del carburante per ridurre momentaneamente le accise e calmierare il prezzo. Questo solo nel caso in cui il prezzo del petrolio superi quello stimato nel Documento di finanza pubblica e nel Documento programmatico relativo (quello da inviare a Bruxelles, che ha sostituito la vecchia nota di aggiornamento al Documento di Economia e finanza). Rispetto al sistema immaginato da Prodi, che prevedeva come requisito minimo per l’attivazione il superamento del prezzo pari al 2%, l’attivazione è più semplice. Questo sul fronte nazionale. Ma Palazzo Chigi cerca sponde sull’energia anche dall’Ue. Il segnale inviato ieri da Giancarlo Giorgetti è inequivocabile: «Per l’Europa non ci sono le condizioni d’emergenza e invece per noi dovrebbe valutare l’adozione di misure straordinarie, sulla scia di quelle adottate nel 2022 all’indomani dell’attacco russo contro l’Ucraina. Agire subito stoppando i prezzi prima che si diffondano su tutti i beni di consumo».
Gli aiuti ai Paesi del Golfo
Venendo agli aiuti militari per i Paesi del Golfo coinvolti nel conflitto. Si parla di materiale difensivo: radar, sistemi di intercettazione di missili, lanciatori. Tecnologie già previste dalla risoluzione di maggioranza approvata la settimana scorsa. Il che significa che potrebbe anche non servire un decreto dedicato. Ma sarà il Cdm di oggi a stabilire lo strumento più adatto. Non è ancora chiaro se il pacchetto conterrà anche i Samp-T, il sofisticato sistema terra-area prodotto in collaborazione con la Francia e già fornito a Kiev. L’Italia ne avrebbe a disposizione quattro unità: una in Estonia, a copertura del confine russo dell’Unione. Altre due a Sabaudia, a difesa del nostro Paese e un terzo a Mantova. Dai Paesi del Golfo la richiesta del Samp-T è stata esplicita ma, in particolare da Kuwait ed Emirati Arabi Uniti. Ma il trasferimento del sistema deve essere concordato con il Consiglio Nato, chiamato a valutare la necessità dell’invio rispetto all’evolversi del conflitto e ai rischi connessi con la cessione di un elemento difensivo strategico. Senza contare le operazioni di trasporto e la gestione del sistema che prevederebbe poi un team di almeno settanta persone.
Opposizioni all’attacco
Gli attacchi delle opposizioni si muovono su più fronti. Quello economico vede tra i più solerti il Pd, che con la segretaria Elly Schlein ha proposto per primo il ricorso alle accise mobili ed è piuttosto impegnato a rivendicarlo: «Il provvedimento che la maggioranza pare voglia considerare va emanato subito – incalza Francesco Boccia –. Ma è chiaro che reinvestire l’extra gettito dell’Iva non è sufficiente, perché servirebbe un taglio di almeno di 25 centesimi». Giuseppe Conte preferisce tornare sull’Iran: «Meloni ha costruito una terza via di politica estera mai sperimentata. Ma che leader è?». «Pur di non dare torto a Trump e Netanyahu Meloni preferisce dire che non è capace» gli fa eco il coportavoce nazionale di Avs, Nicola Fratoianni. Lo scontro è destinato a deflagrare domani, con le comunicazioni della premier alle Camere. Il campo largo è già al lavoro per una mozione unitaria, che potrebbe tenere dentro anche PiùEuropa e Italia viva. Ma l’eventualità andrà verificata, visto che la strategia è quella di arrivare a una formula condivisa non solo sull’Iran, ma anche sulla più controversa questione Ucraina.

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