Oratori, centri estivi, doposcuola: il primo “sì” alla legge sull'educazione non formale
Via libera della Camera al ddl, che ha avuto un consenso trasversale (gli astenuti sono 26 del gruppo M5s) e che ora passa al Senato. Nel testo prevista la creazione di un fondo specifico per dare continuità di risorse

È solo il primo passo, perché il provvedimento adesso dovrà passare in Senato per l’approvazione definitiva, ma il via libera dell’Aula della Camera alla proposta di legge delega sul sostegno delle attività educative e ricreative non formali per i ragazzi, è un segnale importante. Soprattutto per i numeri, perché sul provvedimento - passato con 190 sì e nessun no - si è astenuto solo il M5s (26 deputati). Il testo che ha come prima firmataria l’ex ministra della Famiglia Elena Bonetti ed è stato formalizzata alla Camera nel luglio 2023, ha come punto di forza proprio la presenza tra i firmatari di tutti i partiti. Oltre a quelli di opposizione, infatti, ci sono – fra le altre, per la maggioranza – le firme di Roberto Pella, Giuseppe Castiglione, Isabella De Monte e Paolo Emilio Russo di Forza Italia; di Rebecca Frassini della Lega; di Ilaria Cavo di Noi moderati e Giovanni Luca Cannata di Fdi.
Il provvedimento ha come obiettivo la promozione con il coinvolgimento dei Comuni delle attività, come il dopo scuola o i centri estivi, che fanno parte dello spazio educativo ma che vanno al di là del tempo scolastico. Il testo prevede tra l’altro, l’istituzione nello stato di previsione del ministero dell’Economia, per il successivo trasferimento al bilancio della Presidenza del Consiglio dei ministri, di un Fondo per il sostegno alle attività educative formali e non formali. Viene previsto anche un coinvolgimento delle scuole e specifiche misure sono dedicate ai piccoli Comuni sotto i 3mila abitanti, insieme a un contributo attivo degli enti del Terzo settore e religiosi. Viene istituito infine un Osservatorio nazionale delle attività di educazione non formale, con l’obiettivo di individuare e rimuovere le criticità in stretto contatto con le famiglie e le scuole.
«In tutte le famiglie arriva prima o poi un bisogno urgente: trovare spazi educativi per i propri figli, oltre la scuola» - le parole con cui la presidente di Azione, Elena Bonetti ha esordito nelle dichiarazioni di voto. La legge «dà finalmente una risposta a questo bisogno - il passaggio successivo - riconoscendo e sostenendo l’educazione non formale. Riconoscere e sostenere non sono parole neutre: se lo Stato riconosce, accende uno sguardo su esperienze che già esistono e se ne assume la responsabilità». Una cosa certo è chiara. Senza oratori, associazioni e centri estivi - prosegue Bonetti - «oggi milioni di ragazzi non avrebbero accesso ad attività educative e ricreative, dallo sport al teatro: con questa legge lo Stato riconosce il lavoro di una rete che esiste da anni e decide finalmente di sostenerlo in modo strutturale». La legge delega, «frutto di un lavoro condiviso tra maggioranza e opposizione, insomma è «un patto per il futuro che stiamo scrivendo e sancendo» e «costruisce un pezzo in più della nostra comunità educante».
Nella fase delicata del Covid sono stati stanziati 450 milioni in tre anni, di cui 328 destinati ai Comuni, specificamente per i centri estivi. Con la legge di Bilancio 2025 il governo, su iniziativa della ministra Eugenia Roccella, finanziando all’articolo 52 un “Fondo per le attività socioeducative a favore dei minori” poi ha dato un primo segnale in questa direzione, stanziando 60 milioni per le iniziative dei centri estivi. Adesso con questa norma si cerca di dare un inquadramento strutturale e stabile a questi interventi. Ma non tutti l’ha vedono così. I pentastellati, infatti, si sono astenuti perché - sostiene il deputato M5s Andrea Quartini in Aula presentando il loro emendamento che non è non passato - «vorremmo salvaguardare la natura pubblica e laica della funzione educativa formale ed informale. Perciò le associazioni che svolgono attività negli oratori e similari possono avere dei ruoli, ma è lo Stato che deve fare la sua parte».
Il governo si è mosso, aggiunge invece Paolo Emilio Russo, capogruppo di Forza Italia in commissione Affari costituzionali a Montecitorio, «con energia e determinazione e ha investito con la legge di bilancio appena approvata ben 60 milioni di euro su questo fronte. Altrettanto importante è che la Camera si sia impegnata a sostenere con voto unanime queste iniziative con l’approvazione di questa legge. È l’ennesima dimostrazione che su questioni che riguardano la qualità della vita dei cittadini e i diritti dei più piccoli il Parlamento è capace di fare squadra».
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