Zofkova e i suoi fratelli e sorelle: energie e medaglie della nostra Italia
sabato 11 agosto 2018

Gentile direttore,

nasce a Lugo, risiede a Conselice, si allena a Imola: medaglia di bronzo agli europei di Glasgow e neoprimatista italiana nei cento metri dorso. Perfettamente sconosciuta ai più, si chiama Carlotta Zofkova. Zofkova? Nessun giornale ha spiegato da dove provenga questo cognome, e dire che testimonia un formidabile caso di integrazione nella nostra società frutto di abnegazione e sacrifici. Un bell'esempio (implicito) di strabismo e faziosità dei media: quando gli stranieri sono protagonisti della cronaca nera, si precisa, persino nei titoli (mai su “Avvenire”, lo so), il Paese di provenienza.
Invece, quando le cose vanno in positivo, si diventa automaticamente cittadini italiani eliminando le origini. Questa è l’Italietta provinciale in cui viviamo. Ancora complimenti alla campionessa, in particolare alla madre Alena che l’ha cresciuta e le ha dato il cognome... russo? ucraino? bulgaro? ceco?...

Angelo Ravaglia Lugo (Ra)


L’ultima che ha detto, gentile signor Ravaglia. E io sono certo che lei non ha citato a caso per ultima l’origine ceca della madre della nostra campionessa (il padre, che l’ha riconosciuta solo nel 2015, è invece francese). Lo scrivo solo per non lasciare non appagata la curiosità di qualche lettore, mentre apprezzo molto la sua acuta riflessione in giorni in cui vediamo scintillare sotto al Tricolore i metalli pregiati di medaglie europee guadagnate insieme da Carlotta Zofkova, oggi carabiniera, e dai suoi fratelli e sorelle, atleti azzurri dalle pelli diverse e che sono tutti egualmente italiani: alcuni per discendenza, altri per adozione, altri ancora per adesione. Uno spettacolo bello ed emozionante, tanto più bello ed emozionante in questa strana e amara stagione di sospetto verso lo “straniero” venuto tra noi.



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