venerdì 24 febbraio 2012
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Caro direttore,
come la rete di una nota parabola evangelica, il web raccoglie pesci buoni e pesci cattivi. Fra questi ultimi oltre a errori e inesattezze, anche bufale tipo quella su «Monti massone», diventata leggenda metropolitana che circola anche in ambienti cattolici. Per questo motivo ritengo più che utile citare, soprattutto a uso dei lettori alle cui orecchie è giunta la leggenda, tre autorevolissime smentite che non ammettono replica. La prima, del 20 gennaio scorso, dello stesso Monti che, interrogato in merito da Lilly Gruber nella trasmissione "Otto e mezzo" (La7), dice testualmente, con la sottile ironia che stiamo imparando a conoscere: «Ho saputo anch’io che una delle ricerche di Google associa il mio nome alla massoneria. Devo però ammettere una lacuna: non so cosa sia la massoneria, ma certamente non sono massone, e non saprei nemmeno accorgermi se uno è massone: è una cosa un po’ evanescente». Alle parole del presidente replicano infastiditi (Il Tempo del 22 gennaio, a pagina 5) l’avvocato Gustavo Raffi, gran maestro del Grande Oriente d’ Italia, che esorta Monti a «informarsi» sulla storia della massoneria, «scuola di pensiero ampiamente riconosciuta in Europa» e gli suggerisce un testo; e lo storico Luigi Pruneti, gran maestro della Gran Loggia d’Italia che, esortato a invitare Monti nelle sedi dove i massoni si riuniscono, risponde sicuro che «non verrà mai» ma si dice certo che «il tormentone Monti massone proseguirà». Ahimè, constato che prosegue... Rientra nella sfera morale dell’ottavo comandamento fare quanto è in nostro potere per rimuovere il fango della menzogna comunque si presenti, e non farlo è peccato di omissione. Per questo le scrivo e la ringrazio se vorrà pubblicare.
Vetulia Italia, Roma
E io, cara signora, accontento volentieri una lettrice fedele e attenta come lei, che anche in passato ha affrontato nelle sue lettere questioni importanti e serie. Diciamo che anche questa delle voci ritornanti (soprattutto via internet, dove – come è noto – circola di tutto: sana informazione e vergognosa distorsione della realtà) sulla presunta appartenenza alla massoneria dell’attuale presidente del Consiglio può diventare un’occasione per riflettere brevemente sullo scoccare dei primi cento giorni del governo Monti. Sulle difficoltà vecchie e nuove che sta affrontando nella sua opera di risanamento e di rilancio del Paese e sul prezioso argine che è riuscito a porre, grazie ai sacrifici di tanti italiani, alle ondate speculative e di sfiducia che ci hanno messo a dura prova. Ma stando al punto, mi pare proprio che la rapida serie di citazioni da lei proposta sia effettivamente molto chiara. Direi che si tratta di parole impegnative e obiettivamente inequivocabili. D’altronde, la scelta della piena "trasparenza" compiuta da Mario Monti al cospetto dei cittadini che governa, risulta inconciliabile con le logiche che governano certi ambienti che, come noto, si mantengono largamente e accuratamente "coperti".
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