Piazza pulita nella capitale con dolore e amari dubbi


Marco Tarquinio domenica 27 agosto 2017

Gentile direttore,
finalmente nella Capitale una importante piazza del centro è stata rimessa a nuovo. Dal momento che la Sindaca di Roma non riusciva nell’intento, c’è voluto l’intervento deciso e decisivo delle forze dell’ordine che, sotto la guida della Prefetta di Roma, hanno messo in atto una operazione di «cleaning perfettamente riuscita», come l’ha definita la stessa funzionaria del Ministero dell’Interno. Certo in tempi di inusitata siccità, l’utilizzo degli idranti sarà parso un eccessivo spreco di risorse, ma quella piazza non sarebbe mai stata così linda. L’unica nota dolente è stata quel centinaio di senzacasa, sedicenti rifugiati, che si trovavano a dormire per terra e che hanno tentato di ostacolare con i loro corpi l’operazione di polizia, pardon pulizia. È prevedibile che l’Ama, l’azienda capitolina che generalmente si occupa di rifiuti e di pubblica igiene, in futuro possa temere la concorrenza delle forze dell’ordine così impiegate, ma potrà sempre contrattaccare sottolineando che gli immigrati dispersi dalla piazza non sono stati lavati bene: sono rimasti quasi tutti neri.
Paolo Izzo, Roma

La sua amara e dolente ironia è ben comprensibile, gentile amico lettore. Meno male che si è fatta presto strada, almeno al Ministero dell’Interno, purtroppo non in altri palazzi capitolini, la consapevolezza politica dell’assurdità e dell’ingiustizia delle modalità caotiche e infine violente con cui si è proceduto allo «sgombero» da piazza Indipendenza a Roma di uomini e donne regolarmente presenti nel nostro Paese in quanto rifugiati politici, e per di più dalle ex colonie italiane in Africa Orientale. Confesso, però, da cittadino e da cronista, che non riesco proprio a capire perché questa maturata consapevolezza, con relativa correzione di rotta "umanitaria" nella gestione di eventuali sgomberi di cittadini italiani e stranieri, non sia stata annunciata dal Viminale in modo semplice, lineare e ufficiale, ma sia stata fatta trapelare solo informalmente e solo attraverso alcuni giornali. Stavolta non c’era alcuna mano (e nessun incitamento spezzabraccia) da nascondere (e di cui vergognarsi), ma come (quasi) sempre la fronte dei tutori della legge da poter tenere alta.

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