La signora di Pontida: mai senza Gesù Giusto, e sappiamo in chi riconoscerlo
giovedì 5 luglio 2018

Signor direttore,
sono la Signora della foto scattata a Pontida, quella con il cartello con su scritto «Se non vuoi il crocifisso, torna al tuo Paese». Sono la Signora alla quale si è rivolta l’Assemblea generale della Pro Civitate Christiana di Assisi con una lettera che lei ha pubblicato su “Avvenire” sotto al titolo: «Chi davvero finisce per “non volere” l’Uomo della croce e i crocifissi di oggi». Sbaglio o Gesù disse: “O con me o contro di me”? Cosa fate adesso aprite agli atei e ai musulmani e cacciate una cristiana che tutte le domeniche partecipa umilmente alla Messa? Conoscete il mio percorso di fede? Conoscete le minacce che ho subito per difendere la cristianità? Io difenderò la fede fino al martirio e voi che avete smesso di proclamare il Vangelo e avete aperto agli atei, ai musulmani, ai gay, ai protestanti, a Lutero... cioè a coloro che molto spesso sputano al Crocifisso e non riconoscono il Salvatore e perseguitate chi veramente si impegna ad amare Cristo... Dico a voi che i tiepidi saranno vomitati dalla bocca di Dio. Fareste bene a scrivere ciò che ho nel cuore non ciò che capite. Il messaggio del cartello è molto chiaro: senza Gesù non potete fare nulla! Nessuno può togliere Cristo! State rinnegando la vittoria di Lepanto, state rinnegando il Concilio di Trento, state rinnegando il Catechismo, state rinnegando la fede cristiana e state tappando la voce a una cristiana che ha avuto il coraggio di manifestare pubblicamente la sua fede. Forse Gesù ha mai detto che chi non crederà sarà salvato? Nella mia pagina (Facebook, ndr) sono anni che testimonio la bellezza di essere cristiana e quanto sia importante il Battesimo. State dando falsa testimonianza, state togliendo l’onore a un’anima immensamente innamorata di Cristo. Questo avete capito del messaggio di Cristo? Questo vi ha ordinato Cristo? Siete proprio sicuri che non vi siete fatti strumento del male? Amare Cristo significa dire la Verità, voi che illudete le persone a mettersi in un gommone perché qui in Italia troveranno tutto: questa si chiama accoglienza? Sì, vero, venite che la morte vi accoglierà! Chiedo scusa se la professione di fede pubblica ha così turbato, credevo che il Vangelo andasse testimoniato con coraggio per la salvezza delle anime.

Samanta N. attraverso Facebook

A Pontida domenica 1° luglio (La Presse)

A Pontida domenica 1° luglio (La Presse)

Non so quali e quante minacce a causa della sua fede cristiana lei abbia dovuto affrontare, gentile signora. Se ne ha subite, sono solidale con lei proprio come lo sono con ogni perseguitato o profugo, e a maggior ragione con coloro che sono perseguitati e/o profughi per la loro fedeltà a Gesù Cristo. So invece con assoluta certezza che minacce lei non ne ha affatto subite dagli amici e dalle amiche della Pro Civitate Christiana di Assisi o da me che ho ricevuto, condiviso e volentieri pubblicato la bella lettera che tutti loro le hanno rivolto. Una lettera appassionata di Vangelo e rispettosa di tutti, davvero di tutti, e della verità. Una lettera con argomentazioni ben diverse da quelle per cui lei protesta con tanta veemenza (chi mai l’avrebbe cacciata?) e con parole così aggressive. Proprio come quelle del cartello contro le persone di fede non cristiana che lei ha inalberato a Pontida. Personalmente mi sento di dirle solo questo: non c’è Paese al mondo in cui Cristo è straniero, non uno solo. E in Italia sono quasi sempre italiani di nascita, e non residenti di origine straniera, a porre il problema della presenza negli edifici pubblici del simbolo rappresentato dall’Uomo della croce. Se poi fosse disposta ad accettare da me un non richiesto consiglio comunicativo, le suggerirei la prossima volta di scrivere per davvero sul suo cartello la ben diversa “traduzione” che offre adesso di quello slogan dagli echi amari e aspri. È molto meglio dire come fa oggi “Senza Gesù non potete fare nulla” che, come ha fatto domenica, “Se non vuoi il crocifisso torna al tuo Paese”. Mai senza Gesù, dunque. E siccome sappiamo da Cristo stesso che in ogni povero, affamato, malato, carcerato e straniero c’è Lui, da cristiani sappiamo anche che cosa dobbiamo fare per accoglierlo, per non respingerlo, per non tradirlo. Sappiamo, insomma, che cosa dobbiamo fare per non vivere e non agire “senza Gesù”. Da cattolico a cattolica le auguro, infine, di riuscire a vivere in semplicità e con vera gioia la sua «pubblica professione di fede».

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