venerdì 29 dicembre 2017
Dieci le vittime dell'attacco alla chiesa copta di Helwan. Ucciso un attentatore, arrestato l'altro. Un'ora dopo altre due persone sono state uccise in un negozio di proprietà di cristiani
I fori dei proiettili sulla facciata della chiesa di Mar Mina (Ansa)

I fori dei proiettili sulla facciata della chiesa di Mar Mina (Ansa)

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Indossava una cintura esplosiva, o secondo altre fonti era in possesso di bombe, il terrorista ucciso dalle forze di sicurezza nel tentato attacco alla chiesa copta di Helwan, cittadina a sud del Cairo. Nello scontro sono rimaste uccise 10 persone tra cui agenti di sicurezza e un sorvegliante privato di guardia alla chiesa. Lo riferisce il ministero della Sanità dell'Egitto. Più tardi l'azione terrorostica è stata rivendicata da un gruppo locale affiliato al Daesh (Isis).

A distanza di diverse ore, la Bbc online citando un comunicato della Chiesa copta ortodossa egiziana ha riferito di un secondo attentato, avvenuto sempre ad Helwan: almeno due persone sono rimaste uccise in un attacco contro un negozio di forniture per la casa di proprietà di due copti nella località a Sud del Cairo dove era avvenuto l'attentato terroristico alla chiesa copta.

L'attacco sventato alla Chiesa copta di Helwan

Il fatto è accaduto stamani attorno alle 10 ora italiana. Il terrorista che ha aperto il fuoco fuori dalla chiesa copta di San Mena (Mir Mina), a Helwan, popolosa cittadina a sud del Cairo, «era a bordo di una motocicletta e ha tentato di superare il perimetro di sicurezza attorno alla chiesa» prima della «reazione immediata delle forze di sicurezza che sono riuscite ad arrestarlo dopo averlo ferito» ricostruisce il ministero dell'Interno. La chiesa, molto nota, era presidiata dalle forze di sicurezza. Un altro assalitore è stato invece ucciso. Fonti ufficiali hanno poi rivelato quest'ultimo era in possesso di ordigni esplosivi.

Clima di tensione in Egitto

In queste settimane in Egitto la vigilanza attorno alle chiese, in particolare al Cairo, è estremamente elevata, anche in vista delle celebrazioni del Natale copto, che si festeggia quest'anno il 7 gennaio. Le autorità si attendono un'offensiva sempre più crescente del terrorismo dopo che nei giorni scorsi sette ex miliziani del Daesh sono stati condannati a morte per l'uccisione dei venti copti egiziani in Libia.

I copti nel mirino

L'ultimo attacco ai cristiani in Egitto risale al 26 maggio scorso e causò 30 morti: erano pellegrini copti diretti al santuario di san Samuele nel governatorato di Minia. Un mese e mezzo prima c'era stata la strage della domenica delle Palme quando, il 9 aprile, i terroristi avevano colpito la cattedrale di San Marco ad Alessandria e quella di San Giorgio (Mar Ghirghis) a Tanta. I morti erano stati una cinquantina. L'attacco era avvenuto circa venti giorni prima della visita del Papa.

I copti cristiani rappresentano il 10% della popolazione, composta da 93 milioni di persone.

I PRECEDENTI Gli attacchi ai copti in Egitto: una lunga scia di sangue

Sei soldati uccisi nel Sinai

L'anno 2018 si presenta come particolarmente turbolento per l'Egitto, che dovrà affrontare anche le elezioni presidenziali. Intanto nella penisola del Sinai proseguono gli scontri tra militari e miliziani filo Daesh. È di ieri l'ennesima strage di soldati: 6 militari egiziani sono stati uccisi da una bomba. «Un ufficiale e cinque soldati sono morti quando un ordigno ha fatto esplodere il veicolo su cui viaggiavano durante un'operazione anti-terrorismo», ha detto il portavoce dell'esercito Tamer al-Rifai.

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