martedì 6 novembre 2018
Ashiq Masih ha lanciato la sua richiesta di aiuto all'Italia in un videomessaggio ad Aiuto alla Chiesa che Soffre: «Fateci uscire dal Pakistan, siamo in pericolo»
I leader islamici: Asia Bibi innocente. L'appello del marito: Italia, aiutaci
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"Chiedo al governo italiano e faccio un appello: aiutateci a fare uscire dal Pakistan me e la mia famiglia perché siamo in pericolo": questo l'appello urgente del marito di Asia Bibi, la donna cristiana condannata 8 anni fa all'impiccagione per blasfemia e di recente assolta dalla Corte Suprema, ma che non può lasciare il Paese a causa delle proteste dei fondamentalisti islamici. Ashiq Masih ha lanciato la sua richiesta di aiuto all'Italia in un videomessaggio ad Aiuto alla Chiesa che Soffre.

"La nostra vita è in pericolo, abbiamo difficoltà anche a trovare da mangiare", dice Ashiq Masih nel suo appello all'Italia. Lui e la figlia Eisham erano stati in Italia lo scorso 24 febbraio come testimoni dell'evento di Acs 'Colosseo Rosso', in occasione del quale il monumento romano era stato illuminato in solidarietà con chi è perseguitato per ragioni di fede. Quel giorno i due erano stati anche accolti dal direttore Marco Tarquinio nella sede romana di Avvenire, fin dal 2010 schierato al fianco di Asia Bibi. "È molto importante l'attenzione della comunità internazionale e dei media per mantenere viva Asia Bibi e per proteggerci", conclude ora nel suo appello.

"Ci stiamo lavorando con altri Paesi occidentali, con discrezione per evitare problemi in loco alla famiglia che vuole avere un futuro. Posso assicurare che io, da ministro ma anche da leghista, ci tengo che donne e bambini a rischio della vita, possano avere un futuro, ha detto il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, al programma Non stop news di Rtl 102.5. "Sicuramente – ha aggiunto Salvini - una priorità per me è assicurare un futuro a questa povera ragazza e alla sua famiglia. Abbiamo tanti italiani che lavorano in Pakistan e con questo Paese abbiamo relazioni commerciali importanti, non è certo un nemico e ci muoviamo con molta discrezione e attenzione, ma combattiamo ogni fanatismo".

Asia Bibi con una delle figlie (Ansa)

Asia Bibi con una delle figlie (Ansa)

"Ho invitato il marito e la famiglia di Asia Bibi ad un incontro al Parlamento Europeo. Chiedo alle autorità del Pakistan di rilasciare i documenti di viaggio necessari. Le regole europee prevedono protezione per chi è minacciato a causa della propria fede", ha scritto in un tweet il presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani postando la lettera inviata al marito della donna. Impegno al governo italiano per “ascoltare la disperata richiesta di aiuto di Ashiq Masih” è stato invocato da Fratelli d’Italia. “L'Italia conceda subito asilo politico a lui, a sua moglie Asia Bibi e ai suoi figli, minacciati di morte dagli estremisti islamici pachistani. L'Italia non si volti dall'altra parte", ha scritto su Twitter il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, aggiungendo l'hashtag #SalviamoAsia. Richiesta analoga, giunta in diretta Facebook, da Matteo Renzi: "Vorrei che il governo italiano sentisse tutto il nostro sostegno, la nostra piena disponibilità, senza alcuna polemica, per liberare Asia Bibi. Tutto quel che si può fare è fondamentale - ha sottolineato -. L'Italia è famosa nel mondo per i valori di umanità che rappresenta".

"Asia Bibi e la sua famiglia hanno chiesto di essere accolti in Italia. Apprezziamo l'importante passo avanti del ministro Matteo Salvini che dichiara la disponibilità del nostro Paese a proteggere donne e bambini in pericolo, a cominciare da Asia Bibi e i suoi cinque figli – recita una nota di Mara Carfagna, vice presidente della Camera e deputata di Forza Italia -. Seguo questa vicenda tragica e emblematica dall'inizio quindi mi auguro che la nostra diplomazia riesca a mettere in salvo Bibi al più presto e che la disumanità e odio non abbiano mai a prevalere". "Il governo faccia subito tutti i passi necessari per accogliere in Italia Asia Bibi", è stato invece il tweet dell’ex presidente del Consiglio Paolo Gentiloni.

I leader islamici: Asia Bibi è innocente

"Nessuno può tollerare una bestemmia contro il profeta Maometto e siamo pronti a sacrificare le nostre vite per lui. Ma come potrebbe mai la Corte punire un imputato quando vi sono solide prove sulla sua innocenza ? La decisione della Corte Suprema del Pakistan di assolvere Asia Bibi è notevole e dà un messaggio a tutto il mondo: la giustizia esiste in Pakistan, per tutti i cittadini, indipendentemente dalla religione, cultura o etnia". A sottolinearlo all’Agenzia Fides è stato il mufti Akeel Pirzada, presidente del Consiglio degli ulema per la pace in Pakistan, impegnato per l'armonia interreligiosa del Paese. Concorda il maulana Tariq Jameel, noto studioso e predicatore televisivo: "Ho letto la sentenza e credo che Asia Bibi sia innocente. Non vi è alcuna ragione sensata per scendere in strada e protestare. Se fosse colpevole, anche io sarei sceso in strada, ma non lo è" . Accanto a lui altri ulema come Allama Muhammad Ahsan Siddiqui, fondatore e leader della "Interfaith Commission for Peace and Harmony" a Karachi hanno diffuso simili pronunciamenti.

L'avvocato di Asia: sentenza in linea con la legge

Nel contempo l'avvocato di Asia Bibi, il musulmano Saiful Malook, volato in Olanda per motivi di sicurezza, soffermandosi su quanto può accadere a livello legale, ha dichiarato: "Una istanza di revisione della sentenza della Corte Suprema, nel caso di Asia Bibi, non avrà alcun impatto sul giudizio pronunciato la settimana scorsa. Non vi è un riesame del caso o la presentazione di nuove prove. L'accusa dovrebbe mostrare cosa nella sentenza non è corretto. Nelle istanze di revisione, statisticamente vi è solo il 5% di probabilità che il verdetto sia cambiato. E nel caso di Bibi credo che le probabilità sono pari a zero: quel giudizio è pienamente in linea con la legge e la Costituzione del paese”.

Malook ha spiegato che occorre del tempo per rilasciare un individuo in carcere, dopo l'assoluzione della Corte Suprema: "Il verdetto deve essere inviato per posta all'Alta Corte di Lahore, che deve a sua volta inviarlo al giudice di Nankana, nel tribunale di primo grado che ha emesso la condanna a morte”. Sull'accordo intercorso tra il governo e i gruppi estremisti, ha notato: "Il governo non è obbligato a soddisfare le richieste dei gruppi radicali. L'accordo serve a salvare la faccia dei leder islamici”. Malook si è detto fiducioso sul fatto che presto Asia Bibi e la sua famiglia saranno sani e salvi fuori dal Pakistan.

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